(7 apr) È uno dei luoghi più selvaggi dell’Himalaya, ammirato e mitizzato dai primi esploratori britannici e tedeschi che ne tentarono l’esplorazione tra il finire dell’Ottocento e le prime decadi del Novecento. Ma un capitolo inedito sta per essere scritto nell’esplorazione del Colle Zemu del Kanchenzonga (Kangchenjunga 8586m): il 12 aprile partirà infatti la prima spedizione dell’epoca moderna che ha ottenuto il permesso per operare nell’area da Sud. K2014.it, che i prossimi giorni riceverà il Patrocinio nazionale del Club alpino italiano, sarà guidata da Alberto Peruffo del Cai di Montecchio Maggiore (Vicenza). “Dal colle – si legge in una nota del Cai – parte la Zemu Ridge, la cresta Est-Sud-Est che porta agli 8476 metri della Cima Sud del Kanchenzonga passando per la – geograficamente misteriosa – ‘Vetta Orientale’, il Zemu Peak, che con i suoi 7780 metri è l’ultima cima del più esteso massiccio glaciale himalayano ancora da scalare e probabilmente il più alto rilievo dell’intero Himalaya mai raggiunto. Il Kanchenzonga, terza montagna della Terra per altitudine, domina con le sue altissime cime le foreste subtropicali che arrivano fino a Gangtok, capitale del Sikkim, antico regno di origine tibetana e dal 1975 Stato Federato dell’India”. Secondo gli organizzatori si tratta di una spedizione dall’altissimo valore esplorativo e culturale, dato che opererà in un’area praticamente sconosciuta e mai documentata. I componenti inoltre intendono produrre una documentazione filmica e fotografica unica. “Oltre alla Cresta Zemu e alle cime che partono dal Tonghsiong Glacier, da dove si origina il colle – sottolinea il Cai -, la spedizione ha l’obiettivo di studiare la traversata del Colle Zemu da sud a nord, collegando direttamente il Goecha-La con il Ghiacciaio Zemu, per una possibile futura impresa che comporterebbe la straordinaria chiusura di Round Kangchenjunga, il periplo integrale dell’intero massiccio tentato nel 1899 da D.W. Freshfield (presidente dell’Alpine Club e dirigente della Royal Geographical Society), a cui partecipò il grande fotografo italiano Vittorio Sella, lasciando ai posteri alcune delle sue foto più memorabili. Gli esploratori si fermarono proprio sul Goecha-La, senza poter accedere al difficile e nascosto Tonghsiong Glacier”. Tra gli obiettivi della spedizione, la valorizzazione della ricerca etnografica-culturale di un altro grande precursore italiano che nel 1937 raggiunse il Sikkim e il Ghiacciaio Zemu in un viaggio solitario dopo aver abbandonato la sesta spedizione etnografica di Giuseppe Tucci in Tibet: si tratta di Fosco Maraini, il grande viaggiatore toscano, antropologo e alpinista, socio onorario del Cai e tra le figure più importanti della cultura italiana. (Red)