– Roma, 6 lug – “Il 31 luglio scadono i termini fissati per la proroga dell’entrata in vigore del testo unico in materia ambientale di Matteoli e visto che il governo Prodi non ha ancora proposto un testo di riforma in materia di valutazione d’impatto ambientale e di valutazione ambientale strategica, si rischia di ripiombare nella deregulation dell’era Berlusconi”. E’ preoccupata Legambiente che, per bocca del suo presidente nazionale Roberto Della Seta, esprime forti perplessità sull’impegno del governo Prodi sul fronte infrastrutture. Proprio ieri l’associazione ambientalista ha denunciato nel corso di una conferenza stampa la gravità della lista delle opere prioritarie che il ministro Antonio Di Pietro ha allegato al Dpef. “Un elenco infinito – afferma Della Seta – che ricopia quasi integralmente quello della legge obiettivo del centrodestra, tutto centrato su Nord e autostrade, dove ferrovie, trasporto urbano e mezzogiorno quasi non compaiono. Oggi Legambiente sollecita l’esecutivo a prendere in mano il Testo unico in materia ambientale prima che il tempo scada. “E’ assurdo pensare – continua Della Seta – che si rischia di ritrovarsi ancora con le grandi opere di Lunardi e con la legge sulla Via del suo collega Matteoli, che di fatto rende marginale, nell’approvazione dei progetti, la valutazione del loro impatto ambientale attraverso la Via e la Vas, con l’idea che approfondire gli aspetti ambientali e paesaggistici sia un problema da superare velocemente senza considerare il parere dei cittadini e del territorio. Non è pensabile che l’attuale governo non sappia decidere su questioni così importanti per il futuro del Paese. Chiediamo a Prodi, ma anche ai ministri Bianchi e Pecoraro Scanio – conclude Della Seta – di intervenire e dare finalmente un segno tangibile e chiaro di discontinuità con l’era Berlusconi”.