– Roma, 6 lug – Basta, “ora ci penso io”. Così parlò Romano Prodi al Consiglio dei ministri di oggi. Sulle pensioni, al più presto, il premier si prenderà la responsabilità di avanzare una sua proposta, anche se, come sottolineato dal ministro per l’Attuazione del programma Giulio Santagata, l’intesa sarà “frutto di un compromesso”. “Sto finendo questo lungo processo di confronto, di chiarimento, di approfondimento e questa mattina in Consiglio dei ministri – ha spiegato più tardi Prodi – ho detto che ci stiamo avviando verso la conclusione. Quindi quando tutto sarà maturo presenterò le nostre proposte”. Qualche indicazione in più sui contenuti della proposta del premier, che ieri sera al Tg3 aveva profilato l’abolizione dello scalone, l’ha fornita Santagata: “I paletti che noi abbiamo sono, da un lato, il fatto che non ci piace lo scalone, perché impone un salto troppo rigido, ma abbiamo anche bisogno di alzare progressivamente l’età pensionabile nel rispetto della tenuta del sistema e per i giovani”. E oggi, dopo le critiche a Prodi da parte del senatore Lamberto Dini e l’appello del presidente della Camera Fausto Bertinotti a non alzare l’età pensionabile per gli operai, è intervenuto sul tema anche il presidente del Senato Franco Marini: “Il mio auspicio è che si arrivi a un accordo”. “Il Paese – aggiunge – ha bisogno di essere governato, di andare avanti, di fare le sue scelte, e questo delle pensioni è un problema che divide molto”. Sul piano del contenuto della riforma, Marini auspica: “Dentro questa trattativa gli interessi dei giovani non possono essere messi da parte”. E spiega: “Molti dei nostri giovani subiscono oggi una durata lunga di rapporti precari, un po’ innaturali. Una cosa è la flessibilità, e i sindacati fanno bene a darla, altra è il dilagare della precarietà che deve essere combattuta.. Ho visto con simpatia – ha concluso – l’intesa sull’aumento delle pensioni minime, ma gli interessi dei giovani non devono essere trascurati”.