(22 apr) – Il 2013 si è chiuso con una pressione fiscale (43,8%) ridottasi di due decimi di punto rispetto al 2012, a fronte della crescita (cinque decimi di punto, fino al 44,3%) che era contenuta nel preconsuntivo della legge di stabilità 2014. Si tratta di un risultato che – osserva la Corte dei Conti – riflette la misura del cedimento delle entrate tributarie, la cui flessione (-1%) si è rivelata più che doppia rispetto a quella del PIL nominale (-0,4%), e che appare interamente riconducibile alla forte caduta delle imposte indirette (-8,5 miliardi a consuntivo, che diventano -9,4 se rapportati al preconsuntivo 2014).