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NAPOLITANO: RICORDARE
CHI HA LIBERATO ITALIA

it@withub.it by it@withub.it
25 Aprile 2014
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“Momenti di umiliazione dapprima e quindi di riscossa; momenti di lotta vittoriosa e di terribile sacrificio. Il sacrificio, sopra ogni altro, di quanti pagarono il prezzo di feroci e vili ritorsioni”. Con queste parole Giorgio Napolitano è intervenuto oggi dal Quirinale, dopo la deposizione della corona d’alloro dall’altare della Patria a Roma, per commemorare il giorno della Liberazione. Momenti che “vanno sempre ricordati”, ha sottolineato Napolitano, ricevendo le rappresentanze delle Associazioni combattentistiche, d’arma e partigiane, oltre ai sindaci dei Comuni colpiti dalle stragi nazifasciste nel 1944. Non solo le vicende: Napolitano nel suo intervento ha ricordato anche i militari e i civili impegnati nella Resistenza: un “popolo in armi, mobilitazione coraggiosa di cittadini, giovani e giovanissimi, che si ribellavano all’oppressione straniera, di italiani che uscivano dalle dure vicende della guerra fascista e riprendevano le armi per la causa della liberazione dell’Italia e dell’Europa dal totalitarismo e dal dominio tedesco. E non mancò l’apporto delle donne – ha ricordato il presidente della Repubblica – che nel ‘44 si costituirono nelle regioni del Nord in ‘Gruppi di difesa delle donne’”. “Il mio pensiero – ha aggiunto poi il presidente della Repubblica – va anche alle prove dolorose che seppero affrontare con grande coraggio e spirito di fedeltà alla Nazione i numerosissimi militari italiani che vennero internati in Germania e che non cedettero ad alcuna lusinga, ma scrissero la loro pagine nella storia della Resistenza” ha ricordato Napolitano che il 6 giugno sarà in Normandia in occasione del settantesimo anniversario dello sbarco alleato. Il Capo dello Stato ha poi salutato i familiari – presenti al Quirinale – dei 103 ufficiali del decimo Reggimento “Regina”, che nel 1943 nell’isola greca di Kos “furono sommariamente processati e barbaramente trucidati per non essersi piegati alle pretese germaniche di sopraffazione e alle minacce di brutale ritorsione. La grande maggioranza di essi aveva meno di 30 anni” ha ricordato Napolitano, auspicando “che le spoglie dei trentasette ufficiali che ancora giacciono in luogo ignoto dell’isola possano presto trovare una degna e onorevole sepoltura, confortata dalla riconoscenza e dalla pietà di noi tutti”. Anche i luoghi simbolo delle stragi nazifasciste trovano spazio nell’intervento del Capo dello Stato, da Cassino e Montecassino alle Fosse Ardeatine, “vero e proprio sacrario delle vittime di un bestiale antisemitismo”, ha sottolineato Napolitano che ha ricordato inoltre la strage di Sant’Anna di Stazzema e la recente visita da parte del presidente tedesco Joachim Gauck nel paese toscano in cui vennero uccise dai soldati nazisti 560 persone di cui 130 bambini. Una visita importante per due paesi come l’Italia e la Germania che “hanno dato molto alla costruzione di un’Europa unita”; un’Europa che ha “dovuto negli ultimi anni affrontare una crisi finanziaria, economica e sociale” e “una conseguente crisi di fiducia che mette a rischio il lungimirante processo di integrazione avviato all’indomani della seconda guerra mondiale”. Quell’integrazione della quale, secondo Napolitano, “abbiamo più che mai bisogno per parlare da europei con una voce sola” unendo gli sforzi anche per superare “i molteplici focolai di tensione e di conflitto che si sono venuti accendendo non lontano dai confini dell’Unione europea” con l’uso della diplomazia, attraverso “negoziati da condurre con realismo e moderazione”, ma anche “dove sia necessario, come già lo è stato in vari teatri di crisi, sul piano militare”. E non poteva mancare nel discorso del Capo dello Stato un pensiero ai due fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone attualmente detenuti in India: “Desidero non far mancare una parola per come fanno onore all’Italia i nostri due marò a lungo ingiustamente trattenuti lontano dalle loro famiglie e dalla loro Patria” ha detto Napolitano che ha espresso la necessità di “procedere in un serio impegno di rinnovamento e di riforma dello strumento militare, razionalizzando le nostre strutture e i nostri mezzi, come si è iniziato a fare con la legge in corso di attuazione, e sollecitando il massimo avanzamento di processi di integrazione al livello europeo. Potremo così soddisfare esigenze di rigore e di crescente produttività nella spesa per la Difesa, senza indulgere a decisioni sommarie che possono riflettere incomprensioni di fondo e perfino anacronistiche diffidenze verso lo strumento militare, vecchie e nuove pulsioni demagogiche antimilitariste. In questo impegno, e nella riflessione che lo sostiene – ha concluso Napolitano -, attingiamo certamente alla lezione e all’esempio della Resistenza, dando anche questo senso profondamente attuale all’odierna celebrazione del 25 aprile”. (Cle – 25 apr)

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