“Molti passi importanti sono stati compiuti, i dati sugli infortuni sono decisamente positivi: circa il 7/8 in per cento in meno delle denunce di infortunio, dalle 657 mila del 2012 alle circa 607 mila del 2013, con un calo degli infortuni mortali non inferiore al 10 per cento, da 844 vittime del 2012 a circa 740 del 2013”: così Giuseppe Lucibello, direttore generale Inail (Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) nel corso del convegno organizzato dall’istituto insieme all’Ilo (Organizzazione internazionale del lavoro) a Roma, in occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro. “Nel 2008 – aggiunge – gli infortuni denunciati erano oltre 875 mila, di cui 1120 mortali. Certo, la crisi ha colpito e condizionato questo trend discendente” sottolinea il direttore generale Inail, ma tenendo in considerazione questo fattore “i risultati sono comunque incoraggianti. Una base per partire, per delineare con maggiore coraggio e capacità le priorità delle politiche della prevenzione”. “Aumentano per contro invece – aggiunge Lucibello – il numero delle malattie professionali, passiamo da oltre 46 mila denunce del 2012 a oltre 51 mila denunce del 2013”. Il convegno, che ha visto gli interventi del ministro del Lavoro Giuliano Poletti, dei presidenti delle commissioni Lavoro di Camera e Senato Cesare Damiano (Pd) e Maurizio Sacconi (Ncd), ha rappresentato l’occasione per un confronto tra istituzioni e parti sociali sul tema della sicurezza sul lavoro. Massimo De Felice, presidente dell’Inail, ha aperto i lavori concentrandosi in particolare sulle prospettive dell’Istituto, che nel 2010 ha assorbito le funzioni dell’Ispesl (Istituto superiore prevenzione e sicurezza sul lavoro) e dell’Ipsema (Istituto di previdenza per il settore marittimo), accrescendo le proprie competenze istituzionali e diventando il cardine di quello che viene definito “il Polo della salute e della sicurezza”. Luigi Cal, direttore dell’ufficio Ilo per l’Italia e San Marino, ha sottolineato come la mancata sicurezza sul lavoro comporti un costo equivalente “al 4% del Pil annuale mondiale” e ha invitato il nostro Paese a procedere con la ratifica delle Convenzioni sul lavoro ancora mancanti. Sacconi, invece, nel suo intervento ha posto l’accento soprattutto sulla differenza, nel quadro della globalizzazione, tra i Paesi che hanno un eccesso di regole e quelli che invece ne hanno poche in tema di sicurezza sul lavoro: “Nell’agenda globale – spiega – l’obiettivo deve essere quello di comprendere nella regolazione universale, che viene definita dei cosiddetti ‘Core Labor Standards’, anche le fondamentali convenzioni nella sicurezza sul lavoro, perché c’è ormai un dualismo profondo tra paesi iper-regolati come il nostro e iper–sregolati come sono molti dei Paesi di nuovo sviluppo. Dal punto di vista interno – continua l’esponente del Nuovo Centrodestra – invece dobbiamo inserire la cultura del lavoro in tutto il percorso educativo, fin dal suo inizio, e riuscire a conciliare l’esigenza di sicurezza con minori adempimenti per le imprese, in modo da valorizzare quanto più la collaborazione tra le parti, in sostituzione di molte regolazioni formali”. “La relazione tra i Paesi di lunga tradizione industriale come quelli dell’Occidente capitalistico e quelli senza regole sul lavoro è un problema che ci riguarda in prima persona, perché siamo in una fase dello sviluppo che ha travalicato i confini nazionali” ha osservato invece Damiano, secondo cui “l’ossessione per la deregolazione” in Occidente ha permesso una “tolleranza verso i Paesi che non rispettano le regole”. Il ministro Poletti ha invece chiuso i lavori: “Lavoriamo, lavoriamo, lavoriamo sulla prevenzione, che però presuppone una condizione chiara: la collaborazione strutturale tra tutti i soggetti in campo” ha sottolineato Poletti, che si dice “non innamorato della ricerca del colpevole” in tema di infortuni sul lavoro, ma “innamorato della ricerca della soluzione, il che non vuol dire assolvere o non perseguire, ma avere una reale configurazione dei fenomeni che abbiamo davanti”. (Roc – 28 apr)