Piuttosto che prendersela con chi li ha governati quando in meno di un decennio il debito pubblico è passato dal 60 al 120% del Pil, buona parte degli italiani – e la loro classe politica – preferisce rimproverare i commissari europei quando ci chiedono di ridurre il disavanzo. Per la verità siamo in buona e abbondante compagnia. Che l’Europa abbia imposto l’austerità e abbia quindi portato povertà e disoccupazione lo pensa non solo il 60% degli italiani, ma anche il 79% dei greci il 70% dei portoghesi e il 63% degli irlandesi. Il bello è che sono molto critici verso l’Europa – ma per ragioni opposte e cioè perché la giudicano troppo lassista – anche i cittadini dei paesi creditori, come i tedeschi, gli olandesi e i finlandesi. L’Europa è per tutti un capro espiatorio ideale, perché distoglie l’attenzione dalle responsabilità delle classi dirigenti nazionali e perché per rastrellare consensi il nemico esterno è da sempre un buon argomento, talmente buono che quando non c’è va inventato. Discutere con equilibrio i pro e i contro dell’unione monetaria e degli altri vincoli europei è un lusso che in questo momento si può permettere solo chi non va a caccia di voti. E’ il caso di Lorenzo Bini Smaghi, che dopo aver trascorso sei anni nell’esecutivo della Bce ora ha scritto un libro per denunciare 33 pregiudizi che lui chiama “false verità sull’Europa”. Non è vero – dice per esempio Bini Smaghi – che la Bce abbia salvato le banche tedesche, perché prima dei creditori sono stati salvati i debitori italiani e spagnoli, e non è vero che la Banca Centrale sia ostaggio dei diktat di Berlino, tant’è che le decisioni più significative sono state prese nonostante il voto contrario dei membri tedeschi. Non è vero poi che l’euro abbia tolto sovranità agli Stati e non è vero che l’austerità ci sia stata imposta dall’Europa, perché l’abbiamo decisa da soli per convincere i mercati a finanziarci. Li avremmo convinti anche senza austerità, se fossimo stati credibili sul piano delle liberalizzazioni, della lotta all’evasione, della riforma del mercato del lavoro, dell’efficienza della giustizia. (2 mag)