– Roma, 9 lug – “Per conoscere la verità basta una settimana e ad accertarla deve essere il Copaco, che ha i poteri per compiere questo tipo di indagine”. Lo afferma, in una intervista al Corriere della Sera, Luciano Violante, presidente diessino della commissione Affari Costituzionali della Camera, bocciando l’idea di una commissione d’inchiesta sul Sismi. E sollecitando il Parlamento a usare in fretta gli “strumenti già esistenti per fare chiarezza”. Dopo le accuse rivolte da Piero Fassino all’indirizzo di Berlusconi, presidente del Consiglio quando Nicolò Pollari era direttore del Servizio, sulla sua presenta responsabile dell’attività degli 007, Violante nota che “è un’ipotesi. Ma non si può imputare al capo del governo tutto quello che accade nei Servizi. Io sarei più cauto prima di parlare di responsabilità politiche. Al momento non ho elementi per affermare che Berlusconi o chi per lui abbia usufruito di questi documenti”. Violante si dice “contrario al proliferare di commissioni che negli ultimi tempi sono servite prevalentemente ad animare una bieca e sleale lotta politica come è avvenuto per quelle su Mitrokhin e Telekom Serbia” e aggiunge di ritenere “utile una rapida indagine del Copaco che termini con un rapporto al Parlamento entro il mese di luglio. A quel punto potremo decidere se ci sono le condizioni per un’inchiesta parlamentare che avrebbe certamente tempi più lunghi e che comunque necessita di una legge apposita”. Per quanto riguarda i maggiori poteri dati al Copaco, Violante sottolinea che “la questione è semplice: bisogna verificare se ci sono relazioni trasmesse dal Sismi alla presidenza del Consiglio stilate sulla base dei documenti trovati nell’ufficio di via Nazionale. Ed è un compito che può svolgere chiedendo gli atti e convocando i responsabili”, “è il passo fondamentale per capire se la raccolta dei dossier ha avuto un input o un output politico e soprattutto se di queste carte è stato fatto un uso giornalistico e politico”. (SEGUE)