“In Italia 6 milioni di persone vivono nei 6631 comuni che presentano almeno una situazione di elevato rischio idrogeologico . Nel nostro Paese vi sono 29.500 Kmq ad alta criticità idrogeologica. Dall’inizio del ‘900 ad oggi abbiamo avuto più di 4000 eventi gravi, di cui 1600 hanno prodotto vittime, gli sfollati sono stati più di 700.000 ed incalcolabili i danni all’economia italiana. In Italia più di 6000 edifici scolastici sono in aree potenzialmente ad elevato rischio idrogeologico . Nelle Marche il 10% delle scuole è in aree potenzialmente ad elevato rischio idrogeologico”. Lo ha affermato Piero Farabollini , Consigliere Nazionale dei Geologi (CNG) , ricordando i dati del Rapporto Cresme-CNG. “Ma quale è la causa? Il territorio marchigiano – ha proseguito Farabollini – ha dovuto subire più volte, con sempre maggior frequenza, eventi disastrosi legati a precipitazioni meteoriche considerate anomale (che per effetti mediatici vengono definite “bombe d’acqua”) ma che di anomalo hanno solamente il fatto che si ripropongono con tempi di ritorno molto più brevi rispetto al passato, e non certo per la quantità di pioggia caduta. E ci risiamo, con l’aggravante degli scarsi interventi riguardo la pianificazione e programmazione territoriale: fossi ostruiti, alvei dei fiumi completamente pieni, alberi caduti, fossi demaniali in condizioni pietose, fogne otturate da detriti. Inoltre per le strade erba alta 1 metro e mezzo, fossi di banchina inesistenti, tratti di scarpata a rischio frana.Queste piogge hanno riproposto situazioni e criticità già note per la loro ricorrenza, a cui se ne sono aggiunte di nuove come conseguenza della crescente antropizzazione, del sempre più manifesto abbandono dei coltivi, della carenza di interventi manutentori del territorio, dell’inesistente pulizia ordinaria e straordinaria dei fiumi e dei torrenti”. (Red – 4 mag)