Qualità e innovazione, “molto più che la quantità”: queste sono le due chiavi che l’ industria italiana deve usare per aprirsi ancora di più le porte dei mercati mondiali, secondo il presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello. Porte che sono già aperte, perché “siamo uno dei cinque Paesi che vanta un surplus manifatturiero sopra i 100 miliardi di dollari, che conferma il ruolo di punta nell’ industria mondiale”, molto meglio di altre potenze come Usa e Francia la cui bilancia è tuttora in perdita. Dardanello, intervenuto in Senato nell’ indagine conoscitiva della commissione Industria sull’ introduzione del marchio “Italian Quality”, ha spiegato che il sistema della Camere di Commercio “condivide lo spirito del disegno di legge, che mira a stimolare i numeri dell’ export di qualità”. Ma ha avvisato che contemporaneamente “lo Stato dovrebbe impegnarsi nella messa a punto di una politica industriale in modo da favorire la produzione, smaltendo l’ ostacolo della burocrazia, favorendo l’ accesso al credito, investendo nel rendere efficiente la rete delle infrastrutture per dare stimolo e fiducia agli straordinari imprenditori italiani”. (Sis – 15 mag)