Avevamo letto alla vigilia del voto che il nome di Grillo risultava il più digitato nei motori di ricerca, con un distacco che con il passare dei giorni diventava sempre più ampio rispetto al concorrente Renzi, e che questo era un ulteriore indizio, accanto alle piazze piene, di quello che sarebbe stato l’esito delle elezioni. Invece è andata come sappiamo. Google Trends ha perso la sua scommessa con la realtà e questa – a prescindere dalle simpatie politiche – è una buona notizia.
L’Istituto di ricerche Demopolis ha accertato che su 100 italiani che alle politiche avevano scelto Grillo, solo 62 domenica hanno confermato il voto. 24 sono rimasti a casa e 11 hanno preferito il Pd.
Ha accertato anche che il Pd – che in un anno ha guadagnato 2 milioni e mezzo di voti – oltre ad aver pescato nel bacino elettorale dei 5 Stelle e per la prima volta anche di Berlusconi, ha assorbito gran parte dell’elettorato di Monti. Da lì viene il 13 per cento dei suoi voti.
Pietro Vento, che dirige Demopolis, individua due o tre fattori-chiave nel trionfo elettorale di Renzi. Il primo è il voto di imprenditori, liberi professionisti e lavoratori autonomi, che nel 2008 avevano scelto in prevalenza il Pdl e nel 2013 il Movimento 5 Stelle. Appena il 14% di loro aveva votato alle ultime Politiche il PD; oggi lo ha fatto il 33%.
Un secondo elemento è stato il rush finale della campagna elettorale di Renzi.
Colpisce però soprattutto l’ultimo ultimo dato rilevato da Demopolis: se il 25 maggio avessero votato in Italia soltanto le donne, Renzi avrebbe ottenuto il 46%, superando di circa 30 punti percentuali Grillo e Forza Italia.
(29 mag)
