Nel senso della visione del sistema economico-sociale, il Pd di Renzi non è di sinistra e credo che questo sia un vantaggio. Non perché sia un vantaggio non essere più di sinistra, ma perché credo sia un importante passo verso la modernizzazione: non tanto perdere le proprie radici culturali ed emotive, ma rendersi conto che oggi ciò che conta soprattutto non è l’asse destra-sinistra, ma l’asse conservazione-riforme. Io preferisco un partito più nebuloso, non schierato tra sinistra o destra come è di fatto il Pd di Renzi”. Così l’ex premier Mario Monti, questa mattina ad Agorà (Rai3).
“HA PROSEGUITO LA MIA AGENDA”- Secondo Monti, inoltre, “il successo di Renzi e il risultato italiano hanno dato un volto molto luminoso dell’Italia che avrà una migliore immagine e più potere effettivo. Vedo Renzi muoversi sulla linea del trattato europeo che dice che l’Europa e i suoi Paesi membri vogliono diventare un’economia sociale di mercato altamente competitiva. Le ricette della sinistra precedente e della destra non consentono questo”. Per il senatore a vita “l’agenda Renzi ha preso il seguito dell’agenda Monti soprattutto cercando di realizzare le liberalizzazioni. Non ho però ancora visto sufficiente energia in Renzi, forse per l’interlocutore che si è scelto a destra, nella lotta incisiva contro l’evasione fiscale”. (red – 29 mag)