– Roma, 10 lug – “Un lavoro complicato e meticoloso”. Così il vicepresidente per la Giunta per le elezioni della Camera, Gianfranco Burchiellaro, definisce in una intervista all’Unità l’istruttoria, durata un anno, che propone l’ annullamento dell’elezione di Cesare Previti – su cui pesa una condanna definitiva all’interdizione dai pubblici uffici per la vicenda Imi-Sir – a deputato per motivi di ineleggibilità sopravvenuta. Burchiellaro si ritiene “sereno” sul voto che l’Aula dovrà esprimere. Nota che una volta nomato un relatore, ci sono 20 giorni di tempo per depositare la memoria e quindi l’Ufficio di presidenza può iscrivere il voto all’odg dall’Aula: I tempi purtroppo sono questi, ma è possibile anche votare a luglio”. “La nostra posizione – spiega –, di fronte a una sentenza definitiva della Cassazione, è che la perdita dei requisiti di eleggibilità determina la decadenza dal mandato di parlamentare stesso, prova la cancellazione dalla lista elettorale fatta dal Comune di Roma”. E aggiunge: “Non ci può che essere un giudizio positivo sul lavoro svolto, nel senso che si tratta di una decisione frutto di un lungo lavoro di approfondimento. C’è stata – aggiunge – una discussione non pregiudiziale, ma di merito. E il centrosinistra è stato compatto”. Su eventuali possibili difficoltà per il voto in Aula, Burchiellato spiega: “E’ sempre complesso. Ci sono precedenti di procedure per condanne dall’interdizione dai pubblici uffici, come la vicende Dell’Utri, mai andate in Aula. O situazioni come quelle legate ai due ex sindaci di Bodega e Neri: la Giunta ha proposto l’ineleggibilità e la Camera li ha confermati. Ma qui si tratta di affermare un principio basilare: di fronte alla legge tutti i cittadini devono essere uguali”.
