Il Consiglio Generale degli Italiani all’estero si batterà affinché la rappresentanza di almeno ventidue Paesi già presenti all’interno dell’attuale composizione venga confermata e sulla strutturazione che dovrà avere il nuovo Cgie: nel nuovo parere che verrà inviato al Governo, votato a maggioranza, la scelta è ricaduta sulla conferma di una impostazione ‘centralista’, che prevede ancora lo svolgimento di due assemblee plenarie annue e di una sola ‘continentale’, contro la svolta ‘localistica’, con una sola plenaria e un ruolo più forte affidato alle commissioni continentali, che corrisponde invece alla proposta di riforma del Cgie arrivata dal governo. E che il segretario generale Elio Carozza aveva difeso, ricordando anche il parere negativo espresso e che, accolto dal governo, ha sventato l’abolizione dei Comites: “Tutte le iniziative sono state prese per evitare lo smantellamento dei Comites, con l’accoglimento del nostro parere negativo vi assicuro che i Comites non saranno toccati e il Cgie rimarrà per sempre – dice Carozza – ma nell’ambito della riforma della legge sul Cgie, noi puntiamo a rafforzare il valore delle Commissioni continentali, che chiameremmo ‘assemblee continentali’, e il Consiglio generale diventerebbe un semplice punto di raccordo. Le commissioni dovrebbero poter discutere direttamente con le istituzioni le specificità delle proprie questioni. Non possiamo non tener conto del dibattito italiano sulle riforme e sullo snellimento delle istituzioni di rappresentanza”. Ma in molti, all’ interno del Consiglio Generale, non si sono trovati d’ accordo sulla proposta del Governo, e qualcuno ha spinto per chiedere l’ annullamento dell’ iniziale parere positivo, come Mariano Gazzola: “Con la proporzionalità della rappresentanza molti Paesi resterebbero fuori, alcune commissioni si ridurrebbero della metà. Bisogna dichiarare nullo il parere formulato al governo, per via della mancanza del presupposto dell’ urgenza”. E per la maggior parte dei consiglieri abolire la seconda plenaria vorrebbe dire snaturare lo stesso Cgie: secondo Primo Siena per esempio “dare maggiore peso alle commissioni continentali del Cgie rispetto alle plenarie è sbagliato “perché le continentali rimangono a livello decisionale troppo localistiche, e spesso ciò che viene deciso lì si annacqua molto quando viene riportato in sede plenaria. Credo sarebbe importante semmai che si svolgessero a Roma in occasione delle plenarie, in modo da avere un maggiore raccordo, e poco importa se a quel punto servisse una plenaria in più”. (Sis – 29 mag)
