Roma, 30 mag – “I livelli di rappresentanza degli italiani all’estero devono rimanere tre (Cgie, Comites, eletti all’estero), perché adempiono a compiti differenti e hanno funzioni di raccordo a livelli diversi con le comunità italiane all’estero. Cancellando la circoscrizione estero e mantenendo il voto per corrispondenza non si sanano delle contraddizioni fortissime, e si avrebbe un distacco profondo dall’Italia tanto dalla vecchia quanto dalla nuova emigrazione, particolarmente attiva politicamente. E’ fondamentale che qualsiasi modifica alle leggi istitutive di Comites e Cgie vada discussa soltanto a conclusione dell’iter di riforma del Parlamento” Lo ha detto Silvana Mangione, illustrando al Cgie la relazione sulle riforme che riguarderanno anche la rappresentanza degli italiani all’estero, e che prevedono che gli italiani all’estero possano votare per l’ultima circoscrizione di residenza in Italia. “E’ controproducente e senza significato il discutere esclusivamente dei numeri e del metodo di elezione di tali organismi, che andranno stabiliti solo dopo aver capito quale sono i suoi ruoli e le sue funzioni”.
(PO / Sis)