(6 giu) Negli ultimi cinque anni il nostro Paese ha compiuto passi importanti sul fronte delle politiche energetiche e della sostenibilità: è quanto attesta uno studio comparativo internazionale di General Electric e del tedesco Handelsblatt Research Institute sulla transizione energetica, incentrato su 24 Paesi Ocse e Brics, che vede l’Italia in terza posizione nella graduatoria dinamica (inerente, cioè, ai progressi compiuti nel corso dell’ultimo quinquennio). Il rapporto analizza l’espansione delle fonti di energia rinnovabile, ma anche la sostenibilità ambientale, l’efficienza economica e la sicurezza delle forniture energetiche. Il rapporto fornisce, inoltre, alcuni interessanti spunti di riflessione analizzando lo sviluppo di particolari settori della transizione energetica, vale a dire quelli rappresentativi di nuove fonti e modelli di generazione energetica. L’Italia si piazza sul podio soprattutto per merito dello sviluppo delle fonti di energia rinnovabili, che hanno anche consentito al Paese di migliorare il livello di sicurezza della fornitura. Altrettanto eccezionali, secondo il rapporto, sono i risultati relativi alla sostenibilità della produzione di energia dell’Italia, alla bassa intensità energetica dell’industria manifatturiera e del settore terziario, e all’uso di centrali elettriche con turbine ecologiche a gas e a vapore. “Tuttavia, secondo l’indagine – si legge in una nota -, i prezzi dell’energia in Italia sono ancora tra i più alti di quelli dei Paesi compresi nello studio e le tariffe per le industrie sono aumentate negli ultimi anni più velocemente rispetto agli altri Paesi. Un altro problema è poi l’eccessiva dipendenza del Paese dalle importazioni di energia”. (Red)