Se l’Italia è in crisi, il Mezzogiorno lo è ancora di più. Nel 2013 il Pil è crollato del 4 per cento al Sud, il doppio rispetto al resto del Paese, tanto che oggi gli italiani a rischio di povertà o esclusione sociale nel meridione sono saliti al 48 per cento. Un effetto combinato dell’aumento della disoccupazione, soprattutto giovanile, e del calo drastico del reddito disponibile, che in valori assoluti al Sud è pari a 13.200 euro, quasi la metà rispetto alla media del Nord (20.300 euro). E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in merito ai dati diffusi oggi dall’Istat.
I TAGLI – La conseguenza più diretta della situazione drammatica del Mezzogiorno si registra su carrello alimentare, tutto improntato al “low-cost”. Se il 62 per cento delle famiglie oggi riduce quantità e qualità del cibo acquistato, la percentuale supera addirittura il 70 per cento nel meridione.
I PROVVEDIMENTI – Per questo occorre prendere provvedimenti seri di sostegno alle famiglie e aiutare le imprese che operano nel Mezzogiorno a sviluppare nuova occupazione. Cominciando dall’agricoltura che è l’unica attività economica che “resiste”, con un lieve calo dello 0,3 per cento del valore aggiunto nel 2013 – sottolinea la Cia – in controtendenza rispetto al crollo di industria (-8,3 per cento) e servizi (-3,1 per cento). (Red – 6 giu)