La stabilità del Libano è un fattore prezioso, determinante per le sorti geopolitiche della regione mediorientale, e va dunque protetta e supportata contro i rischi di “contagio” della guerra in Siria. Per questo, spiega il viceministro degli Esteri Lapo Pistelli, “siamo pronti a rafforzare la sicurezza e auspichiamo l’ elezione del nuovo presidente nei tempi più rapidi possibili”. Domani si svolge a Roma la conferenza ministeriale sul sostegno alle forze armate libanesi, cui partecipano delegazioni di tutti i Paesi impegnati nell’ azione di sostegno al Libano. Stamattina l’ evento è stato preceduto alla Farnesina da un media-forum tra giornalisti italiani e libanesi aperto dal vice ministro Lapo Pistelli e dal segretario generale della Farnesina, Michele Valensise. Il Libano, ha spiegato, Pistelli “è un Paese particolarmente amico dell’ Italia, siamo il primo partner commerciale anche per via di una forte presenza italiana. E’ dunque il nostro partner privilegiato della regione, abbiamo cercato di condividere uno degli effetti più devastanti della crisi siriana” vale a dire quello del grande flusso di profughi che dalla Siria hanno trovato rifugio nel Paese dei Cedri, e per contrastare la quale la cooperazione italiana ha già speso circa 150 milioni di euro. “Ho utilizzato più volte la straordinaria capacità di fare resilience come esempio per il nostro paese – spiega – abbiamo riscontrato ondate migratorie anomale” a causa dei conflitti nordafricani, “ma spesso di parlava di invasione a fronte di un numero sempre rimasto decine di migliaia di persone. In Libano dovremmo essere arrivati al milione e mezzo di profughi, provo una profonda ammirazione per l’ umanità delle istituzioni e delle comunità libanesi nel farsi carico della situazione”.
GLI IMPEGNI DELL’ITALIA La stabilità istituzionale di Beirut necessita però di una urgente messa in sicurezza, perché se da un lato “le forze armate libanesi sono un esempio di crogiolo e capacità di convivenza di diverse provenienze religiose ed etniche” è anche vero che “negli ultimi giorni le cose si sono ancora più complicate con l’ offensiva jihadista in Iraq che rende necessario raddoppiare gli sforzi”. Il Libano tra l’ altro è tuttora senza una guida: “auspichiamo una rapida elezione del presidenze – dice Pistelli – perché c’è la necessità per la regione di trovare stabilità nelle istituzioni, oltre che con l’ esercito” per far fronte a una crisi siriana che non sembra obiettivamente vicina a una risoluzione in tempi rapidi. Anche Valensise ha confermato “l’ impegno dell’ Italia per la stabilizzazione del Libano, punto di partenza per guardare avanti” nel nome della “collaborazione con il Libano sia sul piano bilaterale che regionale. Abbiamo bisogno di risposte operative e concrete, il panorama regionale continua ad avere forti elementi di tensione, la questione siriana è ancora drammaticamente aperta con effetti potenzialmente devastanti in tutta la zona”. Per il segretario generale “è un bene che il Libano fino ad oggi, pur con un numero altissimo di rifugiati, sia riuscito a rimanere indenne in termini di coinvolgimento diretto con quello che sta ci vedendo in Siria. Ci auguriamo una soluzione pacifica e un ritorno sulla via dello sviluppo del Libano”.
(16 giu – Sis)