“Sono certo di guidare il ministero economico più importante di questo Paese. Bisogna avere la consapevolezza che nel mondo della globalizzazione ognuno deve individuare la propria vocazione. È finita la stagione in cui ogni economia nazionale cercava di essere competitiva su tutto”. Queste le parole del ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, intervenuto questa mattina nella conferenza stampa che si è tenuta a Roma nella sede di Unioncamere per la presentazione del Rapporto 2014 “Io sono cultura – L’ Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi”, elaborato da Fondazione Symbola e Unioncamere in collaborazione con l’ assessorato alla cultura della Regione Marche. Rapporto da cui emerge il dato significativo che la cultura nel complesso muove il 15,3% del valore aggiunto nazionale, equivalente a 214 miliardi di euro. “Ogni paese deve capire ciò in cui è più forte e puntare su quello per vincere la sfida della competizione. Noi dobbiamo puntare sul nostro patrimonio storico, culturale e artistico, che ci viene invidiato da tutto il mondo – ha continuato il ministro – La responsabilità di non aver creduto in questo settore come settore trainante è trasversale a tutti i colori della politica. I comuni e le città d’ arte invece ci hanno creduto, nonostante le stagioni di tagli che hanno dovuto affrontare. Hanno investito e creato punti di eccellenza. Lo Stato non lo ha fatto”. (Sid – 16 giu)