Nel 2013, secondo le risultanze anagrafiche, sono state registrate le acquisizioni di cittadinanza italiana di 100.712 cittadini stranieri (circa 22 ogni mille), un valore in forte crescita rispetto all’ anno precedente (+54%). Esso comprende le acquisizioni e i riconoscimenti della cittadinanza per matrimonio, naturalizzazione, trasmissione automatica al minore convivente da parte del genitore straniero divenuto cittadino italiano, per elezione da parte dei 18enni nati in Italia e ivi regolarmente residenti ininterrottamente dalla nascita, per ius sanguinis. E’ quanto si legge nel Bilancio demografico nazionale dell’ Istat per il 2013. Tra i nuovi cittadini italiani sono leggermente più numerose le donne (51,4% del totale), proprio perché i matrimoni misti, che rappresentano ancora una modalità abbastanza frequente di acquisizione della cittadinanza, si celebrano prevalentemente fra donne straniere e uomini italiani. Con il passare del tempo, tuttavia, va crescendo l’ importanza relativa delle altre modalità di acquisizione della cittadinanza italiana, legate invece alla durata della residenza. A livello territoriale, le acquisizioni di cittadinanza italiana risultano più numerose nelle regioni ove maggiormente si concentra la presenza straniera: Lombardia (25,9% del totale), Veneto (14,5%), Emilia Romagna (14,1%). Se si considera il tasso per mille stranieri residenti, tuttavia, le regioni con i valori più elevati risultano il Trentino-Alto Adige (34,8%), le Marche (31,9%) e il Veneto (29,1%). Le acquisizioni della cittadinanza italiana comportano, ovviamente, una corrispondente diminuzione della popolazione straniera residente. (16 giu – PO / red)