– Roma, 10 lug – “Abbiamo risposto ai bisogni delle persone anziane in situazione di disagio e a rischio di esclusione sociale”. A dirlo è Alessandra Mandarelli, assessore alle Politiche sociali della Regione Lazio a margine dell’approvazione da parte della Giunta della legge che stanzia un apposito fondo per gli ultra sessantacinquenni in difficoltà. La legge andrà nei prossimi mesi al vaglio del Consiglio regionale. “Le difficoltà delle persone anziane nella società contemporanea – ha spiegato la Mandarelli – hanno assunto dimensioni tali da rendere indispensabile una risposta pubblica che sostenga direttamente e indirettamente le fragilità integrando la rete familiare o socio culturale di riferimento”. Venti milioni, gli euro stanziati per tre anni a sostegno della misura normativa, che saranno destinati ai distretti socio–sanitari per realizzare iniziative per il recupero di stati di emarginazione ma anche direttamente a sostegno al reddito degli ultra sessantacinquenni in difficoltà. “Si è cercato in questo modo – ha continuato l’assessore – di sostenere gli anziani in una logica di sistema di protezione e promozione sociale. Per questo è estremamente rilevante il ruolo sì del Comune, ma anche, e soprattutto del distretto. E’ infatti il distretto socio sanitario, come prevede la legge 328 del 2000, a dare risposte integrate in grado di ottimizzare le spese e fornire servizi efficaci alle persone in difficoltà. Creare una rete territoriale di integrazione sociale per gli anziani è fondamentale in un quadro di comunità solidale, realmente e fattivamente inclusiva”. “Già con la legge per la non autosufficienza, ci siamo occupati delle persone non autosufficienti, di cui gli anziani sono la maggior parte – ha aggiunto l’assessore Mandarelli –. Oggi ci proponiamo invece di pensare agli anziani autosufficienti, attraverso l’approvazione di specifici piani distrettuali e con interventi mirati e concordati con i vari soggetti pubblici competenti”. “E’ il superamento di politiche a sfondo clientelare – ha concluso – realizzato con la creazione di un sistema che coinvolge gli enti locali recettori privilegiati e vicini ai bisogni del cittadino; il tutto attraverso piani personalizzati che considerano l’anziano e il suo contesto sociale di riferimento approntando risposte d’insieme e il più possibile inclusive nel tessuto sociale territoriale”.
