– Roma, 11 lug – Circa duecento di queste imprese locali sono nei settori dei servizi di pubblica utilità e altre cento nei trasporti pubblici locali, ma la presenza in settori tradizionalmente aperti alla concorrenza (il manifatturiero, i servizi, il commercio) è comunque significativa. Si tratta di oltre sessanta imprese (medio-grandi) per un totale di quasi 25mila addetti e un fatturato totale di circa 3 miliardi di euro. Sono imprese efficienti? Se da un lato si osserva una redditività del tutto positiva in alcune regioni del Nord quali il Trentino, il Friuli, il Piemonte e la Lombardia, dall’altro diverse regioni meridionali (Puglia, Campania, Abruzzo) e la Liguria presentano margini operativi sensibilmente inferiori, che si traducono in valori negativi del Roa. Alcune di queste imprese sono totalmente in mano pubblica, altre hanno invece alcuni azionisti privati. Ebbene, con la sola eccezione del settore residuale (che comprende il manifatturiero, i servizi, il commercio, eccetera), le società miste presentano una redditività superiore rispetto alla società in house, in particolare in termini di margine operativo lordo.