Roma, 25 giu – Al momento per la cooperazione allo sviluppo “l’Italia spende poco e male in rapporto agli impegni liberamente assunti a livello internazionale, quindi è un poco relativo e non assoluto. Entro il 2015 siamo impegnati dagli accordi internazionali ad arrivare allo 0,7 per cento del nostro prodotto interno lordo da destinare alla cooperazione, invece siamo allo 0,2” e dunque “vi è un gap tra gli impegni presi e ciò che abbiamo saputo mantenere in questi anni, nel variare dei Governi e naturalmente con diverse sensibilità e responsabilità; tuttavia c’è un trend nazionale che è assolutamente insoddisfacente”. Lo dice il senatore del Pd Giorgio Tonini, relatore del ddl di riforma della cooperazione allo sviluppo, per il quale “ad ogni modo, l’aspetto più importante è che stiamo spendendo male, perché questo 0,2 per cento, che comunque sono attorno ai tre miliardi di è speso ed è disperso in mille rivoli, con una intenzionalità politica assai modesta e carente. La parte bilaterale, gestita direttamente dal Ministero degli affari esteri, è ormai una frazione modesta di questa torta; il resto è prevalentemente costituito da contributi a organizzazioni multilaterali che vedono una sostanziale passività dell’Italia nel definire gli orientamenti e le linee strategiche di questi organismi, quindi con una intenzionalità politica molto bassa”.
(Sis)