La presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, è stata eletta primo vicepresidente del Comitato delle regioni d’Europa. L’elezione è avvenuta all’unanimità e per acclamazione nel corso della seduta odierna della riunione plenaria dell’assemblea europea che rappresenta tutte le regioni e le autorità locali di tutti i 28 Stati membri dell’Unione Europea. Secondo Marini le Istituzioni dell’Unione hanno davanti a loro una sfida molto impegnativa: “recuperare la fiducia dei cittadini europei nella capacità dell’Unione – ha affermato – di garantire la stabilità finanziaria ed il rilancio della crescita economica, nonché di imporre il primato delle decisioni politiche legittimate democraticamente rispetto alla non influenze negative dei mercati finanziari”. Quanto all’incarico cui è stata chiamata dai rappresentanti delle Regioni d’Europa, Marini ha voluto richiamare il ruolo fondamentale delle Regioni e delle autonomie locali europee: “Tutti insieme siamo chiamati a contribuire alla costruzione di un piano di rinnovamento ambizioso, a favore di crescita ed occupazione, soprattutto per i giovani cittadini europei”. Marini ha inoltre ricordato che martedì prossimo, 1 luglio, avrà inizio il semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea. “In questo quadro – ha affermato – è fondamentale costruire un’alleanza strutturata con la stessa Presidenza e con il nuovo Parlamento Europeo, e con la nuova Commissione al suo insediamento, per il raggiungimento degli obiettivi comuni di sviluppo e occupazione”. “Sono convinta – ha proseguito Marini – che tale “convergenza istituzionale” potrebbe contribuire ad un processo di cambiamento verso politiche di rilancio degli investimenti pubblici e ridurre le situazioni di precarietà per donne e giovani”. Alla luce di questo, ha sostenuto Marini, appare fondamentale l’esclusione dei cofinanziamenti nazionali dei fondi strutturali e d’investimento europeo dal calcolo del Patto di stabilità: “Il ‘rigore’ è certo importante – ha affermato – ma dobbiamo uscire dall’ortodossia dell’austerità. Fondare una politica industriale europea, trovare nuovi strumenti di finanziamento per le infrastrutture e usare al meglio i fondi strutturali. Abbiamo il dovere, con il nostro lavoro, di dimostrare concretezza dell’azione europea per i cittadini e per i loro bisogni”. (Red – 26 giu)
