Di fronte a situazioni complesse che presentano ostacoli apparentemente di difficile soluzione, la nostra mente viene sottoposta ad uno sforzo imprevisto e impegnativo che genera tensione e scatena reazioni regolative neurologiche, locomotorie, ormonali e immunologiche, al fine di ripristinare un equilibrio. Lo stress e i relativi squilibri emozionali possono colpire chiunque, a prescindere da sesso, età e professione, come accaduto, ad esempio alla nazionale di calcio del Brasile, il cui CT si è visto costretto a convocare una psicologa per seguire i suoi calciatori in seguito ad alcune reazioni emotive violente. Tale squilibrio emotivo, infatti, si è rivelato determinante ed ha compromesso in maniera decisiva le prestazioni della squadra, sconfitta in semifinale 7 a 1 dalla Germania. “Lo stress è un insieme di sintomi di risposta a delle sollecitazioni che scatenano reazioni di attacco o fuga. L’importante è tenere tale risposta nei giusti livelli (eustress), evitando che lo stress si trasformi in distress, ovvero quello stato che ci impedisce di occuparci di ciò che abbiamo di fronte, bloccandoci o mandandoci nel panico – ha commentato Max Formisano, formatore professionista fondatore della ‘Max Formisano Training – formazione per public speaker e trainer eccellenti’ e creatore del modello della Crescita Personale Semplificata – l’eustress, al contrario, ci permette di affrontare problemi, situazioni impegnative e inattese, attraverso un’iniziale attivazione ansiosa, che permette di essere più vigili, attivi e reattivi”.
CONSIGLI UTILI “L’eustress, che in un primo momento può sembrare uno stato negativo in quanto altera e minaccia il nostro equilibrio, può diventare un vero e proprio alleato, spingendoci a dare il massimo e a ottenere risultati dei quali non pensavamo di essere capaci. La vera criticità subentra quando questo degenera in distress invalidante. Per fronteggiare simili situazioni, è necessario orientarsi alla creazione di strategie utili, cercando, ove possibile, di intervenire in anticipo rispetto al manifestarsi della fase acuta. Per riuscire in questo intento può essere utile: riconoscere i sintomi dello stress (esaurimento, aumento o diminuzione dell’appetito, mal di testa, crisi di pianto, insonnia, reazioni psico-somatiche, mancanza di concentrazione); essere consapevoli di quali siano le situazioni che ci causano stress; imparare alcune tecniche di rilassamento (meditazione, visualizzazioni, respirazione);aumentare il senso di autoefficacia nel controllare la nostra reazione agli avvenimenti esterni; limitare le attività a cui ci si dedica; concentrarsi su un problema alla volta e ricordare che non esistono fallimenti per chi sa imparare la lezione; porsi obbiettivi sfidanti, ma che siano raggiungibili, evitando, così, frustrazione e senso di inadeguatezza; essere coscienti che nel mondo reale il ‘tutto e subito’ non funziona; provare ad usare la situazione stressante in un modo produttivo; fare una corretta e costante attività fisica, seguire un’alimentazione sana e dormire sufficientemente, con un ritmo regolare di sonno/veglia; liberarsi dal pensiero costante di ciò che fa star male, per pochi secondi al giorno; poi per qualche minuto, fino ad incrementare il sollievo durante la giornata; evitare – infine” medicine, alcool, alimentazione scorretta che, solo apparentemente, risolvono il problema”. (red – 10 lug)