Già seriamente deteriorate dalla crisi del sistema sanitario – crisi definita dal ministero della Sanità palestinese, come la più grave dalla chiusura della Striscia di Gaza nel 2007 – le strutture sanitarie palestinesi si trovano in questi giorni ad affrontare ulteriori stati di emergenza con un crescente numero di feriti che arriva ad oltre 500 finora. Lo denuncia Medici per i Diritti Umani Israele (Physicians for Human Rights Israele – PHR Israele).
E’ EMERGENZA NEGLI OSPEDALI – L’Ospedale Shiefa, il più grande ospedale della Striscia di Gaza, che dall’inizio dell’offensiva ha curato oltre la metà dei feriti, si è trovato costretto a usare le forniture di emergenza che saranno però sufficienti solo per i prossimi due giorni; lo staff medico dell’ospedale Alodda di Jabaliya è costretto a improvvisare e trovare alternative per i materiali di base; le equipe delle sale operatorie hanno dovuto utilizzare filo comune da sarta al posto del filo sterile da sutura sterilizzandolo manualmente per limitare le infezioni. Inoltre l’Euoropean Gaza Hospital di Khan Younis è stato colpito due volte negli ultimi giorni a seguito di bombardamenti aerei. Mercoledì un’esplosione nei pressi dell’ospedale ha causato gravi danni alla struttura e il ferimento di 17 persone ricoverate tra cui donne e bambini. A seguito dei bombardamenti sono crollati i controsoffitti in cartongesso nel reparto di terapia intensiva, pediatria, dell’ingresso dell’ospedale e della sala d’attesa. In altri reparti, tra cui medicina interna, cardiologia e chirurgia pediatrica, le finestre sono andate in frantumi coprendo di schegge di vetro tutti gli allestimenti. L’ospedale è stato costretto ad evacuare il Dipartimento di pediatria e a chiudere tutti i servizi ambulatoriali.
DANNEGGIATE LE STRUTTURE DI SOCCORSO – L’organizzazione della Mezzaluna Rossa riferisce che mercoledì sera il pronto soccorso e il dipartimento che gestisce il servizio di ambulanze a Jabaliya e che serve una popolazione di circa 350mila persone, è stato colpito da bombardamenti aerei. Dodici tra medici e volontari sono rimasti feriti e tre di loro sono stati ricoverati per ricevere ulteriori trattamenti mentre gli altri sono già rientrati in servizio. Tre ambulanze su otto sono state gravemente danneggiate e non possono più essere utilizzate. I gravi danno subiti dalla struttura hanno indotto alla chiusura di tutti i servizi erogati che verranno da adesso parzialmente forniti ai residenti direttamente dalla città di Gaza. Mercoledì PMRS (Palestinian Medical Relief Society), un’organizzazione di volontariato che opera in ambito sanitario, ha riferito di gravi danni subiti dal Centro Medico dell’organizzazione che si trova a Beit Hanoun a seguito di pesanti bombardamenti avvenuti nella zona. Ieri notte la linea di emergenza civile, che consente l’arrivo delle squadre di soccorso, è stata tagliata. Per la carenza di gasolio sono stati ridotti del 50% gli interventi dei mezzi di soccorso. (Red – 11 lug)