(15 lug ) Che fine ha fatto la spending review? Che fine ha fatto il commissario Cottarelli? Che fine hanno fatto gli ottimi propositi di taglio della spesa pubblica superflua? Se lo chiede – in prima pagina dal Corriere della Sera – il professor Riccardo Puglisi, studioso di politiche pubbliche dell’università di Pavia ma soprattutto membro di uno dei gruppi di lavoro creati dallo stesso Cottarelli, su incarico del governo Letta, per monitorare la spesa e suggerire i tagli. “Ai primi di marzo – scrive Puglisi, che si doveva occupare dei tagli ai costi della politica – abbiamo consegnato un file Pdf di 106 pagine, il quale riassume i risultati della nostra analisi. Con uno spericolato esercizio di estrapolazione posso immaginare che anche gli altri 24 gruppi di lavoro abbiano prodotto documenti simili al nostro. La domanda sorge spontanea: come mai questi documenti non sono liberamente consultabili all’interno del sito revisionedellaspesa.gov.it,” dove esiste una sezione apposita all’interno della quale dovevano essere inseriti progressivamente tutti i dati e le informazioni disponibili sulla spesa e sui risultati raggiunti dall’attività di Revisione della stessa?. “Ben lungi dal pensare che il governo debba passivamente recepire tutti i suggerimenti provenienti dai gruppi di lavoro”, Puglisi tuttavia ritiene che i cittadini-contribuenti abbiano il diritto di sapere quali suggerimenti siano contenuti nei documenti della spending review, in modo tale da poter verificare che cosa è stato recepito dal governo, e che cosa non lo è stato. Il governo potrebbe anche spiegare le ragioni politiche o tecniche per cui ha deciso di non recepire questo suggerimento o quell’altro. Magari qualche buona idea può sbocciare anche fuori da Palazzo Chigi.