I consumi delle famiglie meridionali sono ancora scesi, arrivando a ridursi nel 2013 del 2,4%, a fronte del -2% delle regioni del Centro-Nord. Dal 2008 al 2013 la caduta cumulata dei consumi delle famiglie ha sfiorato nel Mezzogiorno i 13 punti percentuali (-12,7%), risultando di oltre due volte maggiore di quella registrata nel resto del Paese (-5,7%). In particolare, negli anni di crisi 2008-2013, il calo cumulato della spesa è stato al Sud del -14,6% per i consumi alimentari, a fronte del -10,7% del Centro-Nord; e di ben il -23,7% per il vestiario e calzature, quasi doppio che nel resto del Paese (-13,8%).
I BENI DI SERVIZIO – Significativo e preoccupante anche il crollo della spesa delle famiglie relativo agli altri “beni e servizi”, che racchiudono i servizi per la cura della persona e le spese per l’istruzione: -16,2% al Sud, tre volte in più rispetto al Centro-Nord (-5,4%) Anche nel 2013 gli investimenti fissi lordi hanno segnato una caduta maggiore al Sud rispetto al Centro-Nord: -5,2% rispetto a -4,6%. Dal 2008 al 2013 in più sono crollati del 33% nel Mezzogiorno e del 24,5% nel Centro-Nord.
GLI INVESTIMENTI – A livello settoriale, crollo epocale al Sud degli investimenti dell’industria in senso stretto, ridottisi dal 2008 al 2013 addirittura del 53,4%, più del doppio rispetto al già pesante calo del Centro-Nord (-24,6%). Giù anche gli investimenti nelle costruzioni, con un calo cumulato del -26,7% al Sud e del -38,4% al Centro-Nord, in agricoltura, (-44,6% al Sud, quasi tre volte più del Centro-Nord, -14,5%) e nei servizi collegati all’ industria: -35% al Sud contro il -23% al Centro-Nord.
SPESA AGGIUNTIVA SCESA AL 67% – Nel 2012 la spesa aggiuntiva per il Sud è scesa al 67,3% del totale nazionale, ben al di sotto della quota dell’80% fissata per la ripartizione delle risorse aggiuntive tra aree depresse del Centro-Nord e del Sud del Paese. Particolarmente preoccupanti i tagli agli investimenti in infrastrutture; se nel Centro-Nord si mantengono i livelli di spesa per opere pubbliche di 40 anni fa, al Sud oggi si spende 1/5 di quanto si faceva negli anni ’70. Dinamiche divergenti anche sul fronte degli investimenti delle imprese pubbliche nazionali: al Sud nel 2012 sono crollati del 12,8% rispetto al 2011, mentre al Centro-Nord nello stesso periodo sono saliti del 2,9%.
LA RIDUZIONE DEL VALORE AGGIUNTO – Nella crisi la riduzione del valore aggiunto è stata più intensa al Sud in tutti i settori produttivi. Peggio di tutti l’industria: qui il valore aggiunto è diminuito al Sud negli anni 2008 – 2013 cumulativamente del -28,6%, a fronte del -17,2% nel resto del Paese. In calo anche le costruzioni, il cui valore aggiunto è diminuito cumulativamente al Sud del 35;3% a fronte del – 23,8% del Centro-Nord. Scendono nel periodo in questione anche i servizi, -7,7% al Sud e -2,5% al Centro-Nord. Segno negativo anche se si guarda al solo 2013: l’ agricoltura perde lo 0,2% al Sud, mentre il centro-Nord guadagna +0,6%; l’ industria crolla del 7,6% al Sud e del 3,2% al Centro-Nord; i servizi segnano -2,3% al Sud contro -0,4% dell’ altra ripartizione. (Red – 30 lug)