– Roma, 13 lug – Vincenzo Arcobelli, fondatore del Csna, Confederazione dei Siciliani del Nord America, non ha digerito le parole di Giuliano Amato sulla tradizione siciliana e ha inviato una “lettera aperta” al ministro dell’Interno. “Ministro Amato – scrive Arcobelli -, dalle agenzie di stampa veniamo a conoscenza di una sua frase che riteniamo assurda e offensiva : ‘Nessun Dio autorizza un uomo a picchiare la donna. E’ una tradizione siculo-pakistana che vuole far credere il contrario’. Se da una parte abbiamo un popolo che all’estero cerca quotidianamente di promuovere i valori giusti , la tradizione e la cultura siciliana di cui ne siamo orgogliosi, e di portare in alto una bandiera , quella siciliana e italiana, di cui si rappresentano i sacrifici e le sofferenze della prima emigrazione ( gli anni della discriminazione) di tanti corregionali sparsi nel mondo che hanno saputo portare civiltà e progresso , dall’altra parte abbiamo nella Madre Patria un rappresentante di governo che con le sue parole non fa altro che il contrario, e cioè offendere e discriminare un intero popolo. Francamente il fondatore della Confederazione – non mi aspettavo che un professore, una persona così colta e preparata scendesse cosi in basso nelle sua dichiarazione infamante e di impronta razzista , ma soprattutto che un rappresentante istituzionale, un ministro della Repubblica, dovrebbe dare esempio nel comportamento, senza avere pregiudizi. Noi – sottolinea Arcobelli – condanniamo qualsiasi forma di violenza senza distinzioni di confini geografici o religiosi. Egregio ministro invece di dire sciocchezze si dedichi di più al suo dipartimento e cerchi di portare a termine dei risultati, altrimenti dopo aver chiesto scusa ai siciliani si dimetta che cosi fa una mezza bella figura”.