– Roma, 13 lug – Sono riprese questa mattina le votazioni del Senato sulla riforma dell’ordinamento giudiziario, che ieri ha visto il governo battuto su un subemendamento presentato dall’ulivista Manzione e votato dalla Cdl. Inizio di seduta burrascoso, con una contestazione della Cdl all’indirizzo dell’ex capo della procura di Milano, Gerardo D’Ambrosio (Ulivo) che ha ricordato, nel suo intervento in Aula, l’avvocato Giorgio Ambrosoli. “Assassino, criminale, questo è il tuo giorno”, la grave accusa lanciata contro l’ex magistrato da parte della senatrice forzista Cinzia Bonfrisco. Parole che sono state stigmatizzate dagli esponenti dell’Unione in blocco. Il banco di prova per il governo ci sarà oggi, quando l’Aula voterà l’emendamento Manzione che prevede la presenza degli avvocati nei consigli giudiziari. Il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha già minacciato di dimettersi se passasse questo emendamento che Manzione ha ribadito anche questa mattina di non voler ritirare. Una particolare attenzione a palazzo Madama è rivolta alla presenza nell’emiciclo dei senatori a vita, data l’esiguità della maggioranza al Senato. Fino a questo momento in Aula sono presenti Emilio Colombo e Giulio Andreotti, che mercoledì ha salvato la maggioranza con il suo voto determinante all’articolo uno. Non è potuto essere presente Francesco Cossiga che ha avuto un lieve malore mentre si stava recando proprio a palazzo Madama. In Aula, intanto, procede la conta dei voti da parte dei senatori. La vicepresidente forzista, Elisabetta Alberti Casellati, coadiuvata dal collega azzurro, Pasquale Nessa, guarda con attezione il “facciario”, foglio nel quale sono riportati i volti di tutti i senatori e osserva i banchi dei colleghi della maggioranza per verificare eventuali assenze. Il diellino Willer Bordon, che ieri aveva votato con il collega Manzione contro il governo, siede nei banchi dell’esecutivo proprio vicino al Guardasigilli. Ma Bordon, per quanto riguarda il voto sull’emendamento Manzione, non ha ancora sciolto la riserva.