Roma, 6 ago – In una intervista al Messaggero la biologa Silvia Meschi, prima dei cinque virologi italiani in Guinea per stabilire un avamposto medico contro il virus Ebola, nell’ambito un progetto europeo, racconta che “il ricordo indelebile è l’alto numero di donne colpite dal virus, la paura non per me ma nel rendersi conto che il numero dei malati si alzava, temevo quello che vediamo oggi. Il momento felice quando una madre con il suo bambino sono usciti, pur provati, dall’isolamento”.