Roma, 19 ago – “L’Isis non si ferma fornendo armi ai curdi: lo può fare solo la Comunità internazionale, attraverso l’Onu, facendo luce e mettendo di fronte alle loro responsabilità quanti hanno finanziato ed armato questa orda di violenti dell’Isis, che ha tratto enorme giovamento dalla destabilizzazione della Libia e da quella in corso della Siria, e che si è radicata nell’Iraq disastrato in seguito alla lunga guerra di occupazione americana”. Lo afferma Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli, alla vigilia dell’informativa dei ministri degli Esteri e della Difesa alle relative commissioni parlamentari. “Le Acli – prosegue Bottalico – rivolgono un appello a tutti i parlamentari delle commissioni Esteri e Difesa delle Camere ad esprimere un parere negativo sull’invio di armi italiane ai Curdi, e chiedono che una decisione così grave passi necessariamente da un voto delle assemblee parlamentari. È un segno dei tempi – sottolinea il presidente delle Acli – che sia stato un pontefice, papa Francesco, durante l’incontro con i giornalisti sul volo di ritorno dalla Corea, a denunciare il rischio, purtroppo molto concreto, che il mondo corre oggi riguardo al mantenimento della pace. Una crisi economica che viene affrontata rafforzando le cause che l”hanno prodotta, anziché con una nuova politica economica che ridia centralità al lavoro, e la strategia occidentale che pare prevalere, che mira ad impedire con tutti i mezzi, anche quello militare, il passaggio dall’unilateralismo americano al multipolarismo nella gestione della politica mondiale, costituiscono un mix potenzialmente in grado di innescare un conflitto dalle proporzioni inimmaginabili”.