Venezia, 22 lug – “Se dovessi narrarvi la mia storia/, vi parlerei del mare che c’è attorno/: Caprera è un isolotto nel creato/, ma il mare della spiaggia è sempre uguale/ e così la salsedine d’intorno/. Dovunque tu sia stato,/ in capo al mondo/ vedi i pesci guizzare più distante/ come frecce a indicare il tuo destino”. Acque profonde e fascinose, quelle di Chioggia, su cui la poetessa e pittrice Nella Salamini ha recitato questi versi, e che hanno richiamato, in questi giorni, centinaia di persone sulle coste adriatiche. Acque che hanno molto da raccontare, e, già dai tempi del “Mare Nostrum”, hanno ospitato il mito, visto scorrere la Storia. Non solo quella, ancestrale, di pescatori e marinai, ma anche quella dei grandi movimenti, degli ideali, delle battaglie- e delle sconfitte. E’ per questo che quest’anno la settima edizione della “Rotta del sale- manifestazione dedicata alla tradizione marinaresca italiana, che ha avuto inizio lo scorso giovedì e si è conclusa ieri a Venezia – si è concentrata su un uomo di mare, che, della Storia, è stato un indiscusso protagonista: Giuseppe Garibaldi. Nel corso delle sue numerose peregrinazioni marittime, l’eroe dei due mondi toccò anche le sponde di Chioggia, una delle tappe di quella preziosa rotta che, a partire dal 1400, trasportava il sale dalle rive romagnole alla Serenissima veneziana: raccolti tredici bragozzi, il nizzardo coinvolse i pescatori chioggiotti nel tentativo- coraggioso ma inefficace- di difendere Venezia dagli austriaci. Le stesse sponde che, 158 anni fa, hanno visto salpare le imbarcazioni garibaldine, si sono animate lo scorso venerdì per riunire marinai, avventori, esponenti della politica e della cultura, e una donna che, non a caso, porta il nome di Anita Garibaldi: “voglio che si ricordi che il mio bisnonno era, principalmente, un uomo di mare, che dal mare ha tratto le sue virtù e il suo desiderio di una libertà non convenzionale”. Sullo sfondo di sette imbarcazioni a vela d’epoca ormeggiate nella laguna chioggiotta, in una piazza in cui il vento sapeva di pesce e di sale, venerdì si sono avvicendate numerose personalità, della penisola e d’oltreoceano, che hanno reso omaggio alla tradizione marinaresca italiana: tra gli altri, Joseph Sciame, presidente del bicentenario di Giuseppe Garibaldi negli Stati Uniti, Daniel Nigro, pompiere di New York ed eroe delle Twin Towers, e Vincenzo Marra, presidente di Ilica, fondazione italoamericana che promuove la lingua e la cultura italiana nel mondo, che ha ricevuto il titolo di console della Mariegola negli Stati Uniti. La kermesse, organizzata da Pino Fuggiano, membro della Mariegola delle Romagne, e da Luciano Boscolo Cucco, proprietario di un’importante e antica impresa di dragaggi e console dell’autorità lagunare, è stata sostenuta anche dall’amministrazione provinciale e da Mauro Boscolo Bisto, presidente del Consiglio della provincia di Venezia. Ricco il carnet di appuntamenti, che ha scandito tre giorni di intensa attività: un suggestivo spettacolo garibaldino del Piccolo teatro di Chioggia ha richiamato una platea di circa centocinquanta persone, e nella giornata di sabato sette imbarcazioni d’epoca – Marzia, Maria, Saviolina, ed altre quattro “signore”- hanno percorso, con le loro vele color ocra e rosso scuro, quello splendido itinerario acquatico che, alla velocità massima di cinque nodi, pari ad 1,8 chilometri orari, da Chioggia portava il sale a Venezia, permettendo a pescatori e marinai di osservare l’incantevole litorale della laguna veneta. Una manifestazione che vuole raggiungere una platea sempre più numerosa di appassionati e di giovani, e di cui dovrebbero approfittare soprattutto coloro che -non dovrebbero esser pochi- amano il mare, la tradizione, i panorami mozzafiato e –da non dimenticare- i piatti di pesce cucinati a regola d’arte.