Perché non si è voluto e non si vuole cessare la stupida austerità? Perché Draghi, capendone le cause e gli effetti, fa finta di non vedere e propone l’esatto opposto di quanto la sua stessa analisi suggerisce? Perché l’Europa che “comanda”, ancor più di Draghi, fa finta di non vedere, visto che poi è a lei che spetta di combatterla istituzionalmente prima ancora che alla Bce? Dopo essersi posto queste domande, l’economista Gustavo Piga – sul suo sito – risponde citando un grafico che indica chi ha pagato il prezzo più alto, in termini di occupazione, in funzione del proprio titolo di studio. Chi ha perso di più, in seguito alla crisi, sono i lavoratori con scarsa istruzione, i più deboli e presumibilmente i più poveri. E’ andata meglio agli altri, quelli con maggiore istruzione, i più protetti ed i più ricchi. In sintesi: la crisi non ha colpito che di striscio i benestanti, la cui occupazione ha continuato a marciare, ma ha colpito pesantemente i meno abbienti. In questi anni, insomma, si è acuita la disuguaglianza sociale in Europa. La colpa – scrive Piga – è la crescente assenza di rappresentanza nei processi decisionali europei. “E’ ovvio che se sono i tecnocrati a dettare le regole del gioco della politica, nei loro salotti ovattati di Bruxelles o Francoforte, nelle riunioni protette con cena a seguire del Consiglio europeo o dell’Ecofin, lontani dai rumori delle pernacchie e delle trombette con cui fino a pochi anni fa i lavoratori più disagiati si difendevano sotto le mura dei tanti Ministeri nazionali, è ovvio che l’esito delle politiche non potrà essere che questo”. La soluzione? “Riprendersi l’Europa con strumenti democratici, come il referendum o il sostegno a forze politiche che vogliano l’Europa ma non questa Europa. In attesa che i salotti buoni lo capiscano, noi andiamo avanti, venite a firmare il referendum anti austerità c’è tempo fino a fine settembre”. Il sito è www.referendumstopausterita.it. Noi firmiamo.
(5 set)
