Kaspersky Lab ha condotto a livello globale uno studio in collaborazione con B2B International per valutare la consapevolezza degli adulti dei pericoli che i bambini possono correre online e quali strumenti hanno messo in atto per proteggere i propri figli. Per quel che riguarda i dati italiani, lo studio ha evidenziato che il 23% dei genitori è preoccupato che i figli siano esposti a rischi online, di questi il 12% ha affermato che i propri figli hanno visionato contenuti inappropriati in rete mentre l’8% che hanno comunicato con sconosciuti o persone non ritenute affidabili. Un altro problema riscontrato (dal 32%) è il timore che i figli spendano denaro online senza che loro lo sappiano e questo avviene spesso anche a causa delle app che richiedono acquisti online durante le partite. Infatti il 21% ha avuto esperienza di perdita di denaro (o di dati) a causa di incidenti avvenuti mentre i figli utilizzavano Internet. Per quel riguarda gli strumenti che i genitori utilizzano per proteggere i propri figli, la ricerca ha evidenziato che 40% sorveglia i figli mentre navigano online, invece il 12% ha chiesto al proprio provider di bloccare l’accesso a siti inappropriati. Il 43% afferma di aver spiegato ai propri figli cosa siano le cyber minacce e di parlarne con loro regolarmente mentre il 21% cerca di controllare i propri figli tramite i loro contatti nei social network. “La nostra ricerca ha evidenziato che i genitori riconoscono i possibili rischi che i figli possono correre navigando in Internet ma solo il 23% ha installato software di parental control che aiutano ad evitare che i bambini vengano a contatto con siti o contenuti non appropriati alla loro età”, afferma Morten Lehn, managing director Kaspersky Lab Italia. Anche la preoccupazione per il cyber bullismo è molto diffusa: il 45% degli intervisti ha ammesso che i propri figli sono stati minacciati o offesi online ad esempio in chat e social media. Il 34% ha affermato di non aver capito che c’era un problema per un lungo periodo di tempo. Spesso poi, fenomeni di cyber bullismo passano dall’online all’offline, come segnalato dal 34%. Il 24% degli intervistati ha affermato che i propri figli ha impiegato molto tempo per riprendersi. Nonostante queste preoccupazioni il 13% degli intervistati ha affermato di non aver attuato nessuna misura preventiva per proteggere i figli online. (5 set – red)