Messina, 26 lug – A partire dal 31 luglio, fino al 5 agosto, ritorna nell’isola di Salina, nell’arcipelago delle Eolie, il “Salina Festival – CineMareMusica 2007”, manifestazione giunta alla seconda edizione che riunirà tutte le arti per raccontare le emozioni scaturite dal tema “Abbandoni, Emigrazione e Ritorni”. L’evento, deato e diretto da Massimo Cavallaro (sassofonista, compositore e produttore), è realizzato grazie al Ministero Affari Esteri-Cooperazione Italiana allo sviluppo e il Comune di Leni, con la partecipazione di: Regione Sicilia – Assessorato all’Agricoltura e Foreste, Provincia di Messina – Assessorato Turismo e Cultura, Comune di S. Marina, Comune di Malfa, mentre l’organizzazione generale è a cura di Asc. Ong., Alleanza per lo sviluppo e la cooperazione. Concerti, documentari, mostre, degustazioni, “passeggiate sonore”: tutto legato ad un filo conduttore, quest’anno incarnato dal tema dell’abbandono. “Un tema – precisano gli organizzatori – che non verrà letto come sinonimo di solitudine, nostalgia, incertezza, ma come scoperta sorprendente di nuove emozioni, integrazione tra popoli e ancora come realizzazione, espressione di sé e infine, ritorno”. Obiettivo della manifestazione è quello di “sensibilizzare istituzioni e società civile sulle origini dell’emigrazione e sul ruolo della cooperazione allo sviluppo come indispensabile strumento di pace, di solidarietà e di fertile collaborazione tra gli individui”. Le Eolie stesse, “dopo un passato di abbandoni, vivono oggi grazie al loro fortunato sviluppo turistico, una condizione di terra ridente caratterizzata dai ritorni e dalla certezza di una vita più dolce”, affermano dall’assessorato. Le diverse sezioni del festival metteranno in luce non solo storie di abbandono e integrazione, ma anche alla valorizzazione dei prodotti tipici siciliani per porre l’attenzione sull’importanza della biodiversità. Nella giornata conclusiva del Festival, il 5 agosto, verrà consegnato il Premio CineMareMusica 2007, dedicato a personaggi della cultura e dello spettacolo, che abbiano saputo esportare nel mondo lo spirito Mediterraneo della Isole Eolie, nelle mani dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani, per la loro intera attività registica, spesso intrecciata con la storia di queste isole, di cui sono entrambi grandi appassionati e profondi conoscitori. I fratelli Taviani iniziarono a lavorare insieme nel mondo del giornalismo, ma già negli anni Sessanta approdarono al cinema. Prima assistenti di Joris Ivens, poi co-registi con Valentino Orsini in “Un uomo da bruciare”. La loro carriera si intreccia con tutti i grandi nomi del cinema italiano e nelle loro opere emerge la cultura di un’arte della quale l’Italia diviene in breve protagonista. Gli echi di Pirandello, gli adattamenti letterari, la collaborazione con artisti di alto prestigio come Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, porteranno i fratelli Taviani ad essere uno dei simboli del cinema italiano e di una regione, quella siciliana, che ha costituito una buona parte della cultura del nostro Paese.