Napoli, 2 ago – La Regione Campania, in un momento di particolare attenzione per gli italiani all’estero, ha deciso di dedicare cinque giorni ai propri corregionali all’estero, forte dei numeri che vedono i campani costituire circa il 10% del giacimento italiano nel mondo. Sono infatti 6 milioni i campani sparsi all’estero che, attraverso queste “5 giornate dell’Emigrazione”, potranno far ritorno nella terra d’origine per partecipare al “percorso di approfondimento per ricordare come l’emigrazione ha segnato la storia recente d’Italia e in particolare del Sud, e per meglio comprendere lo scenario odierno, in cui l’Italia è invece meta di immigrati” spiegano gli organizzatori. Questo il doppio binario su cui corrono le Giornate dell’emigrazione che, da oggi e fino al 5 agosto, presenteranno, in diverse città della Campania, una serie di convegni e momenti di approfondimento sul tema, esaminando le sfaccettature e i risvolti che il fenomeno ha assunto nella memoria e nella cultura del Sud Italia: come fattore antropologico, sociologico, culturale e storico. L’evento è organizzato grazie alla collaborazione della Regione Campania, Provincia di Napoli, Provincia di Salerno, Provincia di Benevento, CCIAA di Napoli, CCIAA di Salerno, Fondazione Gianni Agnelli, Centro Altreitalie, Comune di Napoli, Comune di Castellabate, Comune di Frasso Telesino e l’Associazione Europa Mediterranea. “Popolazioni intere hanno abbandonato la loro terra spinti molto spesso dalla fame; non dimenticheranno mai la terra, – ha riferito Salvo Lavarone, presidente Asmef – ma neanche la fame che li ha cacciati via. Se ne parla oggi, in epoca di globalizzazione, ma non abbastanza in relazione all’importanza del fenomeno. Tra l’altro capire gioie e dolori degli italiani che in passato hanno cercato rifugio e pane presso società diverse, non sempre tolleranti, può aiutare a capire i problemi di chi oggi chiede spazio tra noi, gli immigrati”. La giornata di ieri, svoltasi a Napoli, presso il Maschio Angioino, si è aperta con l’inaugurazione della mostra fotografica itinerante “Migrazioni Italiane”, a cura di Centro Altreitalie sulle emigrazioni italiane e Fondazione. A seguire c’è stato l’incontro sul tema “Il ruolo della capitale del Sud nella storia dell’emigrazione italiana” e la rappresentazione teatrale “Quando New York era la seconda città d’Italia” a cura di Teatri Uniti di Napoli. Il programma di oggi vede la mostra spostarsi a Lioni (Avellino), cui segue l’incontro-dibattito “I flussi migratori nella storia di Lioni: influenze sullo sviluppo del territorio”, dove è prevista la partecipazione di: Francesco Durante, presidente della Fondazione Museo Emigrazione di Napoli, Rosa D’Amelio, assessore Regione Campania, Marina D’Apice, dell’Asmef di Avellino, Maddalena Tirabassi del Centro Altreitalie, Rodolfo Salzarulo, sindaco di Lioni, Salvatore Ferrigno parlamentare di Forza Italia eletto sulla Circoscrizione Estero (ripartizione America del Nord) e di Gino Giammarino, direttore de “Il Brigante”. Il 4 agosto le giornate si trasferiranno a Frasso Telesino (Benevento) e il 5 agosto a Castellabate (Salerno). A Frasso Telesino la mostra e lo spettacolo saranno seguiti dal dibattito “Il ruolo del Sannio nelle Giornate dell’emigrazione italiana”, che vedrà tra i relatori Francesco Durante, presidente della Fondazione Museo Emigrazione di Napoli, Germana Grasso, responsabile Comunicazione Asmef e Antonio Gisondi dell’Associazione Culturale Terra Fraxi. La giornata del 5 agosto a Castellabate, invece, vedrà nuovamente lo svolgimento della mostra e dello spettacolo teatrale e, a seguire, il dibattito “Cilentani nel mondo:affermazioni e storie tristi!”, al quale parteciperanno Alessandro Lo Schiavo, assessore comunale, Francesco Durante, presidente della Fondazione Museo Emigrazione di Napoli, Domenico Chieffallo, scrittore e storico, Pasquale Cofano, presidente Associazione Europa Mediterranea e Vincenzo Pepe, presidente Fondazione G.B. Vico.