Migrazioni, diaspore, rimesse e sviluppo sono quattro elementi che, di per sé molto rilevanti a livello mondiale, fanno parte “di un unico fenomeno, molto più complesso, su cui l’ Italia sta lavorando da tempo, e a cui ha dato carattere assolutamente prioritario, come ribadito anche dal nostro presidente del Consiglio Matteo Renzi alle Nazioni Unite, in occasione del semestre italiano di presidenza europea”. E proprio in qualità di presidente Ue di turno, l’ Italia fa gli onori di casa alla Farnesina, tra oggi e domani, dell’ incontro internazionale “L’ integrazione della migrazione nello sviluppo – La diaspora come facilitatore dello sviluppo”, introdotto alla Farnesina dal segretario generale del Maeci, Michele Valensise, il quale ha ricordato come per l’ Europa, in fatto di migrazioni, “il Mediterraneo sia un’ area particolarmente importante, che vede l’ Italia in prima fila per l’ allentamento delle tensioni e il salvataggio di vite umane e coerentemente impegnata per gestire al meglio un fenomeno immenso”. Fenomeno, quello dei flussi, che ovviamente ha alla sua base situazioni di povertà e di disagi, e spesso di conflitti, quando non il rischio di infiltrazioni terroristiche: “Bisogna individuare delle best practice per arginare il dilagare di fenomeni criminali” è il monito di Valensise, ma anche uno degli obiettivi della due giorni di workshop. (Sis- 2 ott)