“Il futuro della radio è sempre più nell’integrazione con il web, come già sta in parte avvenendo e nello sviluppo dei canali tematici, a misura di ascoltatore “. Parola di Renzo Arbore. L’occasione è lo Speciale di Radio1 Rai “Dal transistor allo smartphone, la radio fa novanta” , in onda questa mattina per festeggiare i 90 anni di RadioRai. Una storia della quale Arbore, dai primi anni Settanta, è stato uno dei maggiori protagonisti con le sue intuizioni e programmi come “Alto gradimento”, “Bandiera Gialla”, “Per voi giovani”. “Io sono un appassionato della radio, sono della radio -generazione, dei radio days, quindi è la radio che ha allevato me” ha ricordato Arbore, che ha raccontato aneddoti sul passaggio dalla radio “ingessata, che si faceva con i copioni, dove parlavano soltanto gli annunciatori o gli attori” a quella improvvisata, che nacque “un po’ per la pigrizia di Gianni Boncompagni e un po’ per l’imitazione degli americani, un modello che è ancora la radio di oggi”. E aggiunge: “Certo si potrebbe temere perché se uno va a razzolare sul web, trova che ci sono delle applicazioni che ti fanno sentire le radio di tutto il mondo ma il futuro della radio è l’integrazione con la rete, come in parte sta già avvenendo”. (Red – 6 ott)