Roma,7 ott -Chiamatela emigrazione. Oppure mobilità. Ma non parlate di fuga di cervelli “la fuga è quella dalla guerra o dalla povertà: quando si rischia la vita, come gli immigrati a Lampedusa” sottolinea Mario Giro, sottosegretario agli esteri con delega agli italiani nel mondo. La riflessione sugli italiani all’estero – sono 4.482.115 i cittadini italiani residenti all’ estero iscritti all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’ Estero) al 1° gennaio del 2014 – arriva oggi, in occasione della presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo 2014 (ed. Tau) della Fondazione Migrantes. Giunto alla nona edizione, il RIM è uno strumento culturale che si propone di trasmettere informazioni, nozioni, conoscenze sull’ emigrazione italiana del passato e sulla mobilità degli italiani di oggi: “Uno strumento – secondo il direttore generale della fondazione Migrantes Monsignor Gian Carlo Perego – fondamentale non solo per la politica ma anche per le realtà ecclesiali”. A presentarlo oggi, moderati da Sergio Valzania, il presidente della Fondazione monsignor Francesco Montenegro, il sottosegretario agli Esteri Mario Giro, Delfina Licata, il professor Mario Morcellini, il direttore Istat per le statistiche socio-demografiche e ambientali Saverio Gazzelloni, la dirigente del Servizio Internazionalizzazione della Regione Puglia Giovanna Genchi. Il dibattito si è concentrato non solo su numeri e dati, statistiche e calcoli. Ma è andato oltre, al di là perché quello che serve oggi è “fare cultura dell’ emigrazione” sottolinea Perego. Bisogna innanzitutto cambiare la prospettiva: mettere da parte vittimismo e quel “senso nostalgico” che troppe volte ha accompagnato il racconto dell’emigrazione: “La storia ci ha spinto fuori dai nostri confini? Questo ha creato un’opportunità” sono le parole convinte di Giro che ha sottolineato l’importanza di trovare una “giusta sensibilità”. “Occorre – aggiunge – colmare una distanza tra italiani d’ Italia e italiani all’ estero”. Secondo Giro, inoltre, “va ricordato che l’ emigrazione italiana è stata un successo economico e sociale. Gli italiani si sono integrati in tutto il mondo: la storia degli italiani nel mondo è la storia di storia di un successo perché la presenza degli italiani non è mai stata vista come invasiva”. Giro ha poi ricordato le parole del presidente del Consiglio Matteo Renzi (“Nel mondo c’è ‘ tanta voglia di Italia”): oggi, più che mai occorre quindi valorizzare questo senso di “ital-simpatia generale nel mondo”. (Gil)
EMIGRAZIONE, GIRO: COLMARE DISTANZA CON ITALIANI ALL’ ESTERO
Roma, 7 ott – E’ “un tema serio ma nello stesso tempo poco sentito quello degli italiani all’ Estero ma è un tema di grande attualità”. Lo ha detto Mario Giro, sottosegretario agli Esteri, alla presentazione del Rapporto Italiani nel mondo 2014. “Ho conosciuto in questi anni storie incredibili di italiani all’ estero. L’ Italia ha la seconda diaspora mondiale” per numerosità. “È un fatto rilevantissimo. Avere una presenza così diffusa nel mondo ha generato uno studio su questo fenomeno. Si parla così di italicità. Davanti a questo fenomeno c’è però una mancanza, non solo politica: è una distanza non colmata tra italiani d’ Italia e italiani all’ estero. Bisogna capire, studiare. La politica deve affrontare i problemi delle comunità all’ estero, l’ Italia deve darsi una politica per gli italiani all’ estero e non solo, non considerarli soltanto folclore o una ‘ grana’. Bisogna trovare la giusta sensibilità” ha detto Giro, ricordando che oggi “lo stesso museo dell’ emigrazione” aperto da pochi al Vittoriano, “rischia la chiusura”. Secondo Giro “va invece ricordato che l’ emigrazione italiana è stato un successo economico e sociale. Gli italiani si sono integrati in tutto il mondo e questa è una cosa che va detta, non bisogna sentirsi italiani abbandonati o vittimisti. L’ integrazione è andata benissimo, è la storia di un successo perché la presenza degli italiani non è mai stata vista come invasiva”. Giro ha ricordato anche “storie di dolore come Marcinelle” e storie di “un forte sentimento di Italia nel Mondo”. “Lo ha sottolineato nei giorni scorsi anche il premier Renzi, che ha ricordato quanto è diffusa la lingua italiana nel mondo che piace perché viene associata al bello e al buono, alla ‘ grande bellezza’. E’ vero, c’è una grande voglia d’ Italia nel mondo perché il desiderio d Italia è palpabile ed è legato anche al successo della nostra emigrazione”.
EMIGRAZIONE, GIRO: FUGA CERVELLI? PROBLEMA E’ CHE NON SIAMO ATTRATTIVI
Roma, 7 ott – “L’ Italian Style in questo momento è oggetto di grande popolarità”. Lo ha detto in occasione della presentazione del Rapporto Italiani nel mondo 2014 Mario Giro, sottosegretario agli esteri con delega agli italiani nel mondo. “Oggi i giovani partono – dice Giro – .a è cambiato il modo e il senso dell’ emigrazione. È un fenomeno nuovo. I nuovi emigranti tuttavia a volte nutrono troppe aspettative”. Giro parla poi dell’ importanza delle associazioni che “rimangono punto di riferimento” . “Non credo nella fuga dei cervelli-ha poi sottolineato il sottosegretario-. La fuga è quella dalla guerra o dalla povertà: quando si rischia la vita, come gli immigrati a Lampedusa. Ma oggi i giovani italiani si muovono con naturalezza e non è uno scandalo spostarsi. Il problema piuttosto è che noi in Italia non siamo abbastanza attrattivi. È provinciale parlare di fuga di cervelli”. Secondo Giro “oggi chi emigra non parte definitivamente come una volta, come facevano i nostri nonni. Coloro che si spostano non perdono il contatto con la famiglia e si sentono sempre a casa grazie alle nuove tecnologie”. (Gil)
EMIGRAZIONE, GIRO: COMITES? BENE ELEZIONI, SI E’ PERSO TROPPO TEMPO
Roma, 7 ott – “Meglio un Comites legittimato che uno abbandonato a se stesso. Ci sono stati troppi rinvii in questi anni”. Lo ha detto in occasione della presentazione del Rapporto Italiani nel mondo 2014 Mario Giro, sottosegretario agli esteri con delega agli italiani nel mondo, parlando delle elezioni per i rinnovi che si terranno entro dicembre. “Io – ha precisato Giro -difendo i Comites perché abbiamo bisogno di una rappresentanza”. A proposito degli stati generali della lingua italiana ha aggiunto: “La lingua italiana è una risorsa, bisogna saperla apprezzare e valorizzare proprio ora che esiste una ital-simpatia generale nel mondo. Bisogna saper cogliere e sfruttare questa tendenza. Dobbiamo abbandonare ogni vittimismo e smetterla di lamentarci – ha concluso il sottosegretario – soprattutto dobbiamo mantenere i legami con la nostra collettività perché un giorno questi legami daranno i loro frutti. È raro trovare un italiano all’ estero che ripudi l’ Italia. Questa è la nostra forza”. (Gil)
EMIGRAZIONE, MORCELLINI: MEDIA E POLITICA INDIETRO, SERVE APPROCCIO MODERNO
Roma, 7 ott – Mario Morcellini, direttore del dipartimento di comunicazione e ricerca sociale della Sapienza, è intervenuto alla presentazione del Rapporto italiani nel mondo 2014: “Mi colpisce che l’ Europa sia punto centrale dell’ emigrazione di oggi . Questo è un elemento di innovazione” ha spiegato il sociologo. “La narrazione dell’ emigrazione è però disorientata -ha aggiunto – Prevalgono sempre aspetti di vittimismo e allarmismo. I media sono un passo indietro in questa narrazione”. “C’è dolore nell’ andare ma la storia dell’ emigrazione italiana è anche storia di ricostruzione e successi individuali. Bisogna fare una giusta ricostruzione di questa storia, non ci si può accorgere di questo mondo solo perché un rapporto ce lo mette davanti agli occhi. Serve una politica di modernità”. (Gil)
EMIGRAZIONE, GAZZELLONI (ISTAT) : NON SI PARTE SOLO DAL MEZZOGIORNO
Roma, 7 ott – “Un andamento da osservare è che non è solo il Mezzogiorno a emigrare verso l’ estero. Partono in tanti anche dal nord”. Lo dichiara Saverio Gazzelloni, direttore Istat per le statistiche socio-demografiche e ambientali, intervenendo alla presentazione del Rapporto italiani nel mondo 2014 a Roma. “Le motivazioni che spingono a partire – prosegue Gazzelloni – sono legate al lavoro. La quota di laureati è sempre maggiore”. Gazzelloni parla di fuga e dolore “da statistici però guardiamo all’ analisi dei flussi e la cosa su cui bisogna riflettere è che le motivazioni sono legate alla dimensione qualitativa del lavoro”. (Gil)
EMIGRAZIONE: MONS. PEREGO, SERVE CULTURA DI CITTADINANZA GLOBALE
Roma, 7 ott – Monsignor Gian Carlo Perego è intervenuto alla presentazione del Rapporto italiani nel mondo 2014 per sottolineare che “l’ emigrazione è un tema che rimane importante perché bisogna fare cultura dell’ emigrazione. Il rapporto presentato oggi è un cammino culturale”. Secondo monsignor Perego “lo sforzo del rapporto è dare una cultura diversa del cosmopolitismo e di cittadinanza globale: non solo per la politica ma anche per le realtà ecclesiali questo rapporto è una grande sfida. L’ emigrazione deve essere un criterio di lettura della nostra contemporaneità”. (Gil)
EMIGRAZIONE, PUGLIESI NEL MONDO: LABORATORI SU STORIA E CULTURA
Roma, 7 ott – Giovanna Genchi, dirigente del servizio internazionalizzazione della regione Puglia, è intervenuta alla presentazione del Rapporto Italiani nel mondo 2014: “I pugliesi nel mondo hanno superato il senso della dispersione. La Puglia è vista come madre e cultura”. Sono innovative e strategiche le politiche per i pugliesi nel mondo messe in campo dalla regione Puglia: “L’ emigrazione è stata portata anche nelle scuole e abbiamo collaborazioni con associazioni in tutto il mondo. Insieme ai Gal (Gruppi di azione locale, ndr) pugliesi stiamo inoltre collaborando a un progetto: i laboratori di emigrazione. I laboratori si tengono in tutto il territorio e proprio nei luoghi rurali da dove sono partiti i primi emigranti. I laboratori dell’ emigrazione daranno la possibilità di far conoscere e approfondire la storia e la cultura dei pugliesi nel mondo. L’ emigrazione è la forza di un popolo ed è necessario ricordare che le comunità all’ estero sono una risorsa. A noi tocca tutelare la memoria dei nostri emigranti, la loro storia. Dobbiamo però anche promuovere l internazionalizzazione delle imprese pugliesi ecco perché la Puglia sta valorizzando la mobilitazione dei pugliesi nel mondo”. “Queste sono esperienze concrete -sottolinea Gench i- Come Regione poi non dimentichiamo i giovani pugliesi che lasciano la Puglia ma li consideriamo una forza di ritorno”. (PO/Gil)
EMIGRAZIONE, “RAPPORTO ITALIANI NEL MONDO” IN VERSIONE E – BOOK
Roma, 7 ott – “Il volume fino alla scorsa edizione solo cartaceo sarà disponibile anche nella versione e-book”. Lo ha detto riferendosi al Rapporto Italiani nel Mondo 2014 (ed. Tau) – che è stato presentato questa mattina a Roma, presso l’ Auditorium “V. Bachelet” The Church Palace Domus Mariae – Delfina Licata, curatrice del Rapporto. “Al volume, di oltre 530 pagine, hanno collaborato 55 autori” ha ricordato Licata. Nel corso della presentazione non è mancato un momento di commozione: “Vorrei ricordare una persona per noi importante che è venuta a mancare solo qualche mese fa – ha detto emozionata Licata – Padre Graziano Tassello”. (PO /Gil)
EMIGRAZIONE, E. MARINO (PD) : RIFLETTERE SU FENOMENO, PENSARE NUOVE POLITICHE
Roma, 7 ott – “Oggi ad emigrare sono braccia e menti. Partono giovani laureati, ricercatori, studiosi. Chi ha un buon bagaglio culturale alle spalle. Così come partono coloro che vanno alla ricerca di un lavoro migliore”. A parlare è il responsabile Italiani nel mondo del Pd Eugenio Marino, che ha preso parte questa mattina a Roma alla presentazione del “Rapporto italiani nel mondo 2014” della Fondazione Migrantes. Dalla ricerca emerge che il numero di italiani che vanno a vivere all’ estero cresce. Non solo: non si emigra solo dal Sud Italia ma anche dal Nord, specie dalla Lombardia: “Segno – dice Marino – che la crisi economica non risparmia nessuno: non interessa solo alcune zone. Non è un caso se si lasciano anche quelle che sono le Regioni ‘ più avanzate’ del nostro Paese. Tuttavia, si emigra anche perché c’è voglia di trovare condizioni migliori, di confrontarsi con altre realtà, per arricchirsi e fare nuove esperienze. Su questo mi trovo d’ accordo su quanto ha detto oggi Mario Giro, sottosegretario agli Affari esteri con delega agli italiani nel mondo: non bisogna sempre guardare all’ emigrazione con senso nostalgico e soprattutto il problema è che l’ Italia non è attrattiva”. “Manca – secondo l’ esponente del Pd – la circolarità”. In occasione della presentazione “Rapporto italiani nel mondo 2014” della Fondazione Migrantes si è riflettuto anche su come oggi può essere raccontato il fenomeno dell’ emigrazione: “Vorrei sottolineare con un pizzico di vanto – spiega Marino – che il Pd già nel lontano 2011 suggerì con un seminario organizzato in occasione dei 150 anni dell’ unità d’ Italia, ‘ Una grande Italia oltre l’ Italia’, una nuova chiave di lettura del fenomeno dell’ emigrazione di ieri e di oggi, individuando problemi e potenzialità. In quell’ occasione ricordammo quanto fosse importante fare una riflessione sul fenomeno migratorio e quanto fosse importante elaborare una visione nuova. Abbiamo avviato con quel convegno un’ analisi tra l’ emigrazione tradizionale e quella definita ‘ nuova emigrazione’ mettendo in luce – continua Marino – l’ importanza delle politiche per gli italiani nel mondo, l’ importanza di ‘ fare rete’. Quel convegno generò non pochi elementi di riflessione e spunti interessanti”. Proprio sulle politiche per gli italiani all’ estero Marino è tornato sulle parole di Giro che oggi ha sottolineato la propria volontà di battersi per la “rivitalizzazione” dei Comites: “Appoggio Giro. Credo che sia necessario un rinnovo generazionale di queste rappresentanze. Il rinnovo dei Comites è però solo un primo passo. Un passo in avanti a cui dovranno seguirne altri in futuro. Passi che saranno altrettanto fondamentali per la politica degli italiani nel mondo”. “Dobbiamo affrontare le elezioni per il rinnovo dei Comites – continua il responsabile Pd Italiani nel mondo – senza preoccupazione, senza demoralizzarci sui dati di affluenza che giungeranno. Forse è vero, voterà poca gente. I tempi sono stretti”. Ma questo, tuttavia, oggi non è una novità. Marino, infatti, invita a riflettere su quello che è ormai è un fenomeno inconfutabile: “La disaffezione al voto, il calo dell’ affluenza”, un problema, dunque, che non ha solo a che fare con i Comites. L’ augurio però è quello: “Speriamo ci sia una buona partecipazione”. (Gil)