Roma, 9 ago – “Egregio signor viceministro, mi preme portare alla sua attenzione la gravissima situazione nella quale versa la rete consolare onoraria del Canada la quale, purtroppo, è solo la punta dell’iceberg di un annoso problema che riguarda tutta la rete consolare italiana nel mondo”. Così Gino Bucchino, deputato dell’Ulivo eletto nella ripartizione America Settentrionale e Centrale, inizia la lettera aperta indirizzata al viceministro degli Esteri con delega per gli Italiani all’estero Franco Danieli. Bucchino precisa che la nota vuole essere una anticipazione “di una interpellanza urgente” che sarà presentata “alla riapertura dei lavori parlamentari”. Entrando nel merito del caso canadese Bucchino dichiara che “nella circoscrizione consolare di Toronto, grande tre volte l’Italia e con una comunità di grandi dimensioni presente su tutto il territorio, la rete dei consolati onorari è uno strumento indispensabile per assicurare adeguati servizi ai nostri connazionali”. A fronte di una situazione di questo tipo “a causa dei costi e delle difficoltà nel far quadrare il bilancio, esiste il concreto pericolo che alcuni consoli onorari rinuncino al loro incarico”. “Qualora – aggiunge – la paventata ipotesi di chiusura dei consolati onorari di Brantford, Kingston e Sault S.te Marie si traducesse in realtà, le pratiche finora sbrigate localmente dovrebbero essere trasmesse al Consolato di Toronto con, conseguentemente, costi di gran lunga maggiori”. Rivolgendosi al viceministro Danieli, Bucchino gli chiede quindi “di adoperarsi per dare un segnale di attenzione nei confronti dei nostri connazionali”, “intervenendo “fermare la decisione del Mae di chiudere i sopracitati consolati onorari”.
Allargando il discorso oltre lo specifico caso specifico canadese, Bucchino entra anche nel merito dei problemi che toccano l’intera rete consolare all’estero. Nella nota si precisa come la comunicazione del Mae inviata a tutta la rete in data 22 maggio, nella quale si fa presente che “l’amministrazione si sta attivamente adoperando affinché le risorse destinate alla rete onoraria siano adeguatamente integrate”, “non sembra possa dare luogo a soluzioni di carattere definitivo. In un clima di contrazione generalizzata della spesa pubblica e di conseguenti minor risorse assegnate al ministero degli Affari Esteri e in mancanza di una nuova politica di attenzione verso gli italiani all’estero- dice Bucchino – l’operazione che oggi si sta compiendo consiste nel continuare a tagliare la torta dei fondi a disposizione in fette sempre più piccole”, mentre invece”si imporrebbe una vera rivoluzione culturale che preveda, ad esempio, di pensare a “nuovi” consolati: più moderni e con meno personale dall’Italia”.