Rovereto, 10 ago – Si è conclusa una settimana fa a Rovereto la quarta edizione dell’incontro tra i Circoli Trentini d’Italia, aderenti all’Associazione Trentini nel Mondo, con oltre 100 soci impegnati a rinforzare i legami con i corregionali che vivono sparsi per l’Italia, nonché di approfondire la conoscenza di personaggi trentini entrati nella storia. La giornata di Rovereto ha preso il via con la visita alla casa natale di Antonio Rosmini: un’imponente residenza dalle caratteristiche nobiliari nel centro storico di Rovereto. Suddivisi in alcuni gruppi, i partecipanti hanno respirato un’atmosfera di inizio ‘800, e conosciuto l’ambiente famigliare in cui il Rosmini è cresciuto e ha maturato i suoi interessi religiosi ed intellettuali. Terminata la visita, percorrendo Corso Rosmini, si è giunti alla Sala Filarmonica, dove il programma prevedeva un saluto da parte delle autorità e un approfondimento sui due personaggi roveretani. Il presidente della Trentini nel Mondo, Ferruccio Pisoni ha cordialmente accolto i trentini d’Italia, elencandone la provenienza; oltre alle diverse città italiane, molti arrivavano da Paesi europei e un gruppo era a rappresentanza degli ex emigrati. Pisoni, nell’illustrare il significato dell’incontro e nel ripercorrere gli scorsi appuntamenti, ha sottolineato come per tutti i personaggi scelti sia stato fondamentale le condizioni in cui hanno sviluppato le proprie aspirazioni e la propria personalità. “Giornate come questa – ha sottolineato Pisoni – permettono ai trentini di oggi di essere più coscienti della propria eredità”. Ha voluto essere presente anche il sindaco di Rovereto, Guglielmo Valduga, che ha ringraziato gli emigrati trentini perché “prestati all’Italia e al mondo” per diffondere il senso di responsabilità e una cultura più umana e solidale. “Vi saluto e vi ringrazio – ha proseguito Valduga – non tanto perché sono il primo cittadino di questa città, ma per la testimonianza che date al mondo”. Un breve ed accorato saluto è stato dato alla sala anche dall’onorevole Laura Froner, che si è inclusa fra i trentini “prestati” all’Italia visto il suo incarico presso la Camera dei Deputati. La parola poi è passata a Michele Dossi, docente dello Studio Teologico Accademico di Trento, profondo conoscitore della figura di Rosmini. Lo ha presentato sotto il profilo filosofico (200 le opere scritte), religioso, quale fondatore dell’Istituto della Carità, ed infine sotto il profilo “politico”, nel senso più nobile del termine, perché partecipò al travaglio del suo tempo, cercando di sollevare le condizioni dell’Italia. Lidia Caldonazzi, presidente del Circolo trentino di Milano e prima ispiratrice degli incontri dei Circoli trentini d’Italia, ha presentato il senatore Giovanni Spagnolli, roveretano, famoso non solo per le cariche importanti che ha ricoperto (tra cui presidente del Senato), quanto per la sua capacità di anticipare i tempi relativamente a molti aspetti della vita odierna, partendo dalla intelligente considerazione dei bisogni della gente, italiana e non solo. Anche per la Trentini nel Mondo e in particolare per il Circolo di Milano fu una persona di significativa importanza. Fra le rovine della Seconda Guerra Mondiale impegnò sforzi e passione per ricostituire il Circolo del capoluogo lombardo, ricontattando i trentini sopravvissuti in città e ridando vita a quello che è il più antico circolo associato alla Trentini nel Mondo (il prossimo anno festeggia infatti i 140 di fondazione). Oggi l’Associazione Amici di Spagnolli è attiva in Burundi e nello Zimbabwe per continuare l’opera iniziata dallo stesso, a sostegno dell’istruzione e della cura delle popolazioni africane. Ma l’ospite d’onore del quarto Incontro è stato il musicista Renato Borghetti, originario di Porto Alegre (Rio Grande do Sul) ma di origini trentine: secondo alcune ricerche genea¬lo¬giche fatte da una sua cugina, è infatti emerso che le radici di Renato Borghetti sono a Borghetto di Avio, luogo d’origine dei suoi antenati che si erano trasferiti a Goito (Man¬tova) prima di emigrare in Brasile. Come musicista Renato Bor¬ghetti ha raggiunto la fama internazionale, grazie alla sua bravura nel suonare la “gaita ponto”, strumento tipico della musica tradizionale “gau¬cha”, vale a dire quella del Rio Grande do Sul, dove Borghetti è considerato un’istituzione. Borghetti si trovava in Val¬lagarina per iniziativa della Tren¬tini nel mondo, che lo aveva invitato a seguito del gemellaggio che nel giugno scorso è stato sottoscritto da cinque comuni della Valla¬lagrina (Nogaredo, Rovereto, Terragnolo, Trambileno e Villa Lagarina) con Bento Gon¬çal¬ves (Rio Grande do Sul). Borghetti ha tenuto due concerti: il 3 agosto a Castellano (inserito nel programma della rassegna “Castel Folk”) e a Borghetto il 4 agosto, per iniziativa delle associazioni del paese. Ma la sua prima esibizione in Vallagarina, Borghetti l’ha fatta il 3 agosto in onore dei Circoli trentini d’Italia, nella piazza del Mart (Museo di Arte moderna e contemporanea), accompagnato da Daniel Sà alla chitarra e da Pedro Figueiredo al flauto, incantando il pubblico con i suoi virtuosismi e la vitalità della sua musica, salutata da calorosi applausi.