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DROGATO AL VOLANTE, MUORE UNA NEONATA

it@withub.it by it@withub.it
13 Agosto 2007
in Archivio News dal mondo
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Roma, 13 ago – Ubriachi o drogati al volante. I riflessi rallentano, l’attenzione cala, la vista si offusca: basta molto meno per provocare un grave incidente stradale. La lista degli incidenti causati dagli ubriachi al volante sembra non aver fine in queste giornate d’agosto. Nei primi giorni del mese, in tempo per l’esodo, il governo ha varato nuove norme che inaspriscono pene e controlli sulle strade. Il decreto legge presentato dal ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, mette nel mirino soprattutto chi guida in stato di ebbrezza: previste maximulte e obbligo di servizio gratuito nei Centri traumatologici. Nonostante la pubblicazione del decreto, gli incidenti non diminuiscono e i media ne impongono il primo piano. Soltanto ieri sera nel casertano, un liberiano 31enne, con in corpo un mix micidiale di droghe ha perso il controllo della sua vettura ed è finito nell’altra corsia. Si è andato a schiantare contro l’auto di una famiglia napoletana che stava rientrando da una giornata al mare. Nello scontro frontale violentissimo ha perso la vita una neonata che avrebbe compiuto tre mesi tra pochi giorni. Annalisa, questo il nome della piccola, è la vittima dell’ennesimo killer al volante. Lui, il killer, Roy Jacobson, originario della Liberia e senza documenti in Italia, precedenti per reati legati agli stupefacenti, era stato già fermato e identificato tre volte solo negli ultimi mesi. Ieri sera sulla statale 7 di Castelvolturno, provincia di Caserta, conosciuta come la vecchia Domiziana, con la sua Nissan Micra ha invertito il senso di marcia, invadendo l’altra carreggiata e andandosi a schiantare contro la Fiat Punto, sulla quale viaggiava l’intera famiglia napoletana. La piccola è morta sul colpo, gli altri 5 occupanti, tra cui le due sorelline di 3 e 5 anni, sono rimasti feriti. I genitori di Annalisa sono ricoverati all’ospedale di Pineta Grande con fratture e contusioni, le due sorelle, Angela e Raffaella sono al Santobono di Napoli, le loro condizioni stanno migliorando, come quelle della cugina di 16 anni anche lei sull’auto. Adesso l’uomo è piantonato nell’ospedale di Aversa, le sue condizioni non sono gravi, ed è in stato di fermo di polizia giudiziaria. Sottoposto ad una serie di analisi tossicologiche, è emersa la presenza nel suo organismo di alcuni stupefacenti tra i quali cocaina e anfetamine.
Sempre nella giornata di ieri a Lanciano, in provincia di Chieti, un ragazzo di 20 anni, ubriaco, ha causato la morte di un uomo di 60 anni che stava tornando a casa a bordo della sua auto lungo la via provinciale 211 San Vito Marina-Lanciano. Al ragazzo è stato riscontrato quel “bicchiere di troppo” che fa salire l’etilometro sopra il minimo consentito di 0,50 milligrammi. Forse è stato sufficiente “quel goccio in più” a fargli perdere il controllo dell’auto e investire la vettura guidata da Michele Morena in una strada a due corsie, doppio senso di marcia, dove l’attenzione forse non è mai abbastanza. Neanche un mese fa, un altro incidente, in Campania, spezzò la vita di una famiglia e alla guida, anche quella volta, c’era un giovane ubriaco. Accadde tra la sera del 13 e 14 luglio, sull’A30, tra Caserta e Salerno e morirono tre bimbi: avevano 11, 10 e 6 anni. Intanto il tribunale del riesame di Torino ha disposto la scarcerazione di Corrado Avaro, 30 anni, l’uomo che lo scorso 15 luglio, fuori da una discoteca a San Secondo di Pinerolo, aveva travolto e ucciso la sedicenne Claudia Muro mentre era alla guida, ubriaco, della sua auto. Per i giudici si tratta di omicidio colposo e non – come aveva ipotizzato la procura di Pinerolo – di omicidio volontario. Avaro, che dopo l’investimento era stato portato nel carcere di Saluzzo (Cuneo), è stato messo agli arresti domiciliari in una comunità a Venaria, un paese della prima cintura di Torino. L’uomo ha due precedenti per guida in stato di ebbrezza (uno del 1999 e uno del 2004), e la patente gli era stata sospesa per due mesi e quindici giorni. “Bisogna fare i conti con un disagio profondo. Nello stesso tempo però da uomini di legge sbaglieremmo a farci prendere la mano” ha detto in un’intervista alla Stampa, il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, parlando di quei casi che – come l’ubriaco al volante di Pinerolo – “giustamente scuotono l’opinione pubblica”. Quanto al pirata di Pinerolo, dice Mancino che “non va scarcerato chi commette un reato doloso. Ma à davvero il caso della guida in stato di ubriachezza o di eccitazione per droghe? E’ materia molto controversa e in un ordinamento come il nostro con tre gradi di giudizio, quanto può reggere un’accusa del genere?”. “Laddove la norma è debole occorre rafforzarla anche attraverso interventi legislativi urgenti”, ad esempio prevedendo la carcerazione per chi è colto in flagranza di guida in stato d’ubriachezza e con misure amministrative che prevedano il ritiro della patente per periodi “molto lunghi” per chi “abitualmente si ubriaca o fa uso di droghe”. “Del resto – ha sottolineato Mancino – il governo ha trasmesso alle camere un provvedimento sul tema che lascia prevedere maggiore severità”.

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