Pechino, 14 ago – Doveva diventare una attrazione turistica ma si è trasformato in una trappola mortale. E’ di almeno 22 morti, 39 dispersi, il bilancio per il crollo di un ponte che ieri ha sconvolto la Cina. L’improvvisa caduta è avvenuta nella contea di Fenghuang della provincia centrale cinese dello Hunan. A renderlo noto fonti dell’ente statale per la Sicurezza sul Lavoro, citate dall’agenzia di stampa “Xinhua”, secondo cui il resoconto delle vittime è destinato quasi certamente ad aggravarsi ancora. Una campata unica sorreggeva il cavalcavia di 320 metri sul fiume Jiantuo, di cui stava per esserne ultimata la costruzione prevista a fine mese. Gli operai stavano rimuovendo le impalcature in acciaio utilizzate durante i lavori, quando ad un tratto il ponte ha ceduto. I blocchi di cemento e calcestruzzo si sono abbattuti su un’autostrada sottostante, proprio durante l’ora serale di punta; la strada è molto frequentata anche perché collegata a un importante aeroporto regionale. Il governo provinciale ha inviato sul posto oltre 400 poliziotti e le operazioni di soccorso sono ancora in pieno svolgimento. Non sono state rese note le possibili cause della sciagura, sulla cui dinamica è stata aperta un’inchiesta. Intanto la polizia che sta indagando sul disastro ha fermato per interrogatori due dei responsabili della costruzione. Centinaia i familiari delle vittime che, raccolti intorno alla macerie, piangono i loro parenti. Ma non è certo il primo caso che si verifica nella terra dei dragoni. A giugno, un altro crollo aveva colpito il paese nella parte sud-orientale del Guangdong, uccidendo nove persone. Il disastro ha scatenato la stampa nazionale sulla questione sicurezza. “Migliaia di ponti insicuri”, questo il titolo dell’articolo in prima pagina sul quotidiano “China daily”. Il quotidiano cita un rapporto annuale del governo sulla manutenzione delle strade nel quale si afferma che 6.300 ponti, in tutto il paese, fanno parte della categoria cinque, ovvero in termini più semplicistici, si trovano in condizioni pericolose. Una Cina che ha anche questa mattina ha vissuto attimi di terrore. A Shanghai un incendio è divampato al quarantesimo piano della torre principale dell’Ifc, il Centro Finanziario Internazionale ancora in costruzione per diventare uno dei grattacieli più alti della Cina. Le fiamme non hanno causato vittime, anche se il rogo ha provocato la fuoriuscita di fumo rendendo necessario l’intervento in forze dei vigili del fuoco. Secondo le prime informazioni date dall’amministrazione del centro, l’incendio si sarebbe sviluppato nel pozzetto di uno degli ascensori che generalmente viene utilizzato dagli operai.