Juventus-Roma è durata poco meno di due ore. L’infuocato post-partita, complice anche la sosta della Nazionale, perdura da due settimane e non è ancora finito: da Totti a Buffon, da Platini a Boniek, da De Sanctis a Morata, dalla stampa italiana a quella straniera, non vi è stato nessuno che non abbia detto la sua sulla sfida dello Stadium e sull’arbitraggio di Rocchi. Domani, per fortuna, si riparte, con entrambe la squadre di nuovo in campo (prima la Roma col Chievo, poi la Juve col Sassuolo) e la parola a chi più ne ha diritto: Massimiliano Allegri da una parte, Rudi Garcia dall’altra. Juve-Roma non finisce: continuerà, trasferendo il duello dal piano verbale a quello del campo. Anche se a distanza. “Fortunatamente si ricomincia a giocare – sospira il tecnico bianconero, che ha finalmente scoperto lo stress del fuoco mediatico dopo aver fieramente contrastato la Juve dalla panchina del Milan – Quanto è stato detto finora fa parte del gioco, ma adesso è il momento di chiudere qualsiasi discorso, perché alla gente interessa vedere il calcio e belle partite, proprio com’è stata quella con la Roma”.
LE PAROLE DI GARCIA Anche Garcia ha fretta di giocare (“Sono passati troppi giorni senza partite e senza campionato. È per questo che abbiamo parlato a lungo dell’ultima gara giocata”) ma si vede che ha il dente ancora avvelenato, e non rinuncia a rinfocolare la polemica, e a difendere Francesco Totti dalle accuse dopo le parole dette a caldo due sabato fa. “Quando parla il capitano, va ascoltato. È uno straordinario uomo di calcio, è un grande e va rispettato. Ha detto quelle cose perché ha dei valori calcistici. Ho rivisto la partita, tutto il mondo ha visto le immagini, che parlano da sole. Per esempio, era normale che la mia squadra fosse in vantaggio alla fine del primo tempo. A me ha colpito che anche i migliori arbitri italiani possono soffrire la pressione”. Quanto alla Juventus “voglio dire che è stata una vergogna per come siamo stati accolti e per quello che è accaduto in tribuna”. Forse è solo un tentativo di caricare i suoi, di non indurli a mollare psicologicamente come potrebbe accadere: “Quella della Juventus Stadium è stato tutto il contrario di una sconfitta, abbiamo dimostrato di essere forti, di avere personalità, sono fiero dei miei giocatori per quello che hanno fatto. Questa gara mi ha fatto capire che siamo più forti di loro e che vinceremo lo scudetto. Sono certo di questo”.
LE PAROLE DI ALLEGRI Che la Roma sia forte lo pensa anche Allegri, che invita i suoi ragazzi a non allentare la tensione proprio adesso: “La Roma non perderà punti per strada e non vincere domani vorrebbe dire buttare a mare il successo di due settimane fa – spiega – Ora abbiamo di fronte una sfida importante con il Sassuolo e un mese fondamentale per il nostro percorso in campionato. E in Champions le due gare con l’Olympiakos saranno decisive per il passaggio del turno”. Così come decisive saranno per la Roma le due sfide in arrivo con il Bayern Monaco. La pausa della Nazionale non è arrivata a pennello, non solo perché ha tenuto alta la tensione tra i club, ma anche perché non ha consentito a Roma e Juventus di allenarsi al meglio, visto l’alto numero di nazionali andati a giocare fuori. “Non mi era mai capitato di allenare così pochi giocatori – conferma Allegri – Abbiamo lavorato per recuperare le energie e i Nazionali sono tornati in buone condizioni. Tevez e Llorente probabilmente partiranno ancora titolari. Fernando sta facendo bene e gli manca solo il gol, ma potrebbe trovarlo domani”. A centrocampo si dovrà invece fare a meno di Vidal: “Ieri è arrivato in ritardo, ma non per colpa sua e si è subito allenato. Non sarà convocato perché ha giocato due gare da 90 minuti in Nazionale e ha bisogno di lavorare”. La Roma invece nel frattempo non è riuscita a smaltire molti infortunati: rispetto a Torino tornerà solo Astori, al posto dello squalificato Manolas, ma nel frattempo si è fatto male anche Keita e De Rossi non è ancora al meglio: “Non sono preoccupato su questo argomento – chiosa Garcia – Quando ci sono più infortunati in un settore del campo capita di dover utilizzare più spesso gli altri e di conseguenza possono farsi male anche loro. I giocatori devono capire che ogni dettaglio è importante per la loro condizione fisica”. (17 ott – Sis)