(22 ott) Ricostruire più di diecimila anni di storia – dall’8000 a.C. a oggi – della Mesopotamia antica, nel Kurdistan iracheno settentrionale. Sarà possibile grazie alla missione archeologica in Assiria dell’Università di Udine che ha individuato quasi 500 siti. I risultati di tre campagne del progetto archeologico regionale “Terra di Ninive”, guidato dall’ateneo friulano e sostenuto anche dal ministero degli Affari esteri e dalla Regione Friuli Venezia Giulia, sono stati illustrati a Udine alla presenza dell’assessore regionale ai Beni culturali, Gianni Torrenti. “La Regione – ha detto Torrenti – è orgogliosa di sostenere un progetto di tale qualità in un’area straordinaria per la sua ricchezza archeologica”. L’Iraq settentrionale nel suo complesso non era mai stato oggetto di studi moderni e sistematici prima d’ora e l’università di Udine ha ricevuto dalle autorità regionali di Kurdistan e da quelle centrali di Baghdad una concessione per la ricerca archeologica in un territorio di tremila chilometri quadrati: la più ampia licenza che sia mai stata rilasciata a una missione straniera in Iraq. Gli studiosi hanno tracciato a Udine, il bilancio di tre anni di ricerche e gli sviluppi futuri della missione condotta nelle terre dell’antico impero Assiro e della sua capitale Ninive, l’odierna Mosul. La missione archeologica si è rivelata un vero e proprio successo: è riuscita a portare alla luce una serie di necropoli risalenti a periodi dal 2.700 al 600 a.C. e uno straordinario impianto di irrigazione con complesse strutture idrauliche che “non ha pari nel mondo antico” hanno sottolineato dai ricercatori. Proprio nelle campagne di Mosul la terza campagna di ricerche dirette da Daniele Morandi Bonacossi nella provincia di Dohuk ha permesso di rinvenire gli insediamenti di migliaia di prigionieri di guerra dei sovrani assiri che, nel I millennio a.C., deportarono oltre un milione trecentomila persone. “Analisi di laboratorio – ha spiegato il prof. Bonacossi – potranno rivelare se ci troviamo di fronte a individui nati e cresciuti a Tell Gomel, sito famoso perché nella sua pianura nel 331 a.C. Alessandro Magno sconfisse il re persiano Dario III, o provenienti da regioni più lontane, consentendo di acquisire così le prove di uno dei più antichi crimini di guerra della storia”. (red)