Perugia, 22 ago – C’è attesa per la prima edizione del “Gualdo Mig Fest. Storie e musiche Migranti”, che si svolgerà a Gualdo Tadino da domani al 25 agosto. Tre giornate di musica ed eventi che animeranno la città: dalla musica popolare umbra al passionale flamenco, fino ai taglienti suoni balcanici e alle sonorità jazz, per arrivare ai ritmi infiammati e scatenati del tribal-samba. Musica per tutti i gusti, che si avvicina a tutte le fasce d’età, perché l’arte e la salvaguardia delle tradizioni culturali, sono da sempre valori innati nell’uomo. Ne abbiamo parlato con lo scrittore e giornalista Gian Antonio Stella, autore di numerosi libri sull’emigrazione, che collabora da anni con il cantautore Gualtiero Bertelli, direttore artistico del Festival: “è molto importante che si sviluppino festival dedicati alla tematica culturale della contaminazione e della mescolanza tra popoli. I grandi Paesi come l’America sono il frutto dell’incontro tra diverse culture, tra cui anche quella italiana. “Agli immigrati italiani – aggiunge – è stato spesso riservato un atteggiamento ostile e xenofobo. Vittime anch’essi, come i neri, dell’aparthaid. Un festival come questo è un’operazione culturale fondamentale per aiutarci a riflettere sull’emigrazione italiana dello scorso secolo e sulle “orde” di immigrati che arrivano oggi in Italia, suscitando ondate di xenofobia”. Continua Stella: “Valori universali e trasversali come l’accoglienza, il confronto, la conoscenza non hanno connotazioni politiche. Per essere aperti al confronto occorre sicuramente conoscere la propria identità culturale, rinsaldare i legami con la terra che ci ha generati, esprimere buon senso e valori quali la coerenza”. Non senza qualche richiamo sarcastico agli ultimi fatti di cronaca sottolinea: “Non ci si fa paladini della famiglia e poi si va a puttane, non si sbandierano i precetti della chiesa senza mai andare a messa. Non è moralismo, è una questione di coerenza. Chi ha dei valori forti non ha paura di essere contaminato; sia per accogliere che per respingere la diversità occorre conoscenza. L’immigrazione porta un sacco di problemi. Ma anche ricchezza. Economica e culturale. E dirlo non è ‘di sinistra’. Non è ‘comunista’. Questi sono anche i precetti della chiesa. Il cardinale Angelo Scola, tra i candidati a diventare papa alla morte di Karol Wojtila, è tra coloro a favore del meticciato e della mescolanza tra culture. E’ lui ad avere detto che ‘stiamo assistendo a un processo straordinario per qualità e quantità: il meticciato di civiltà. E sottolineo la parola civiltà. L’enfasi non va messa sul meticciato’. Un uomo di chiesa vicino a Comunione e liberazione. Altro che i ‘comunisti’. Conoscenza, confronto delle diversità e accoglienza sono da sempre principi fondamentali anche del cristianesimo”.
“Stiamo iniziando un percorso slow, lento, misurato e meditato”, aggiunge il cantautore e direttore artistico dell’evento Gualtiero Bertelli, entrando espressamente nei contenuti che animeranno il Festival “da consumare con attenzione e consapevolezza, da non divorare in pochi minuti, in piedi, sulla porta, pronti ad un altro veloce e spensierato consumo. Già in questa prima edizione vi sono alcune indicazioni sulla strada che intendiamo percorrere: non solo musica, ma anche momenti di riflessione su ciò che andiamo a proporre, incontri con gli artisti coinvolti e persone competenti nelle diverse forme culturali proposte, niente di scontato o prevedibile, ma giovani formazioni in continua ricerca di un’identità. E’ questa l’ipotesi che ci affascina: dare spazio alle ricerche identitarie ed al loro diverso modo di esprimersi”. Si spazierà pertanto dal canto sociale che nasce dalla trazione popolare dei cantori salentini, con gli Ariacorte, per passare al folk e al country della Banda di Massimo Liberatori, per arrivare al tribale e all’hip hop con i pluripremiati Etnorchestra, guidati dalla voce del Senegal Jean Diarra, fino alle quattro voci femminili di Le Core che attraversano la contaminazione etno-jazz. L’ensemble Mysticanza ci porterà invece in tutto il mondo, con particolare attenzione al Mediterraneo, ai paesi Celtici e ai Balcani. Non mancherà di stupire il chitarrista Enrico Petrucci con i sensuali suoni del flamenco, accompagnato dalle sue sette chitarre. Sarà anche la volta delle Tramigrazioni Sonore che ci faranno viaggiare nella world music, con contaminazioni classiche, jazz, celtiche e sudamericane. Per l’occasione i locali del centro offriranno degustazioni di vini e menù tradizionali ed esotici, ispirati al programma, con l’intrattenimento del gruppo popolare Antichi Sapori Umbri. Mostre fotografiche, d’arte ed enogastronomia completeranno il quadro di un festival da ascoltare, da mangiare e da sentire sul proprio corpo, con in mente un’unica idea: fare festa! Una scaletta che parte dal primo pomeriggio e che prevede conferenze, incontri-laboratorio con i musicisti, che singolarmente, soddisfacendo i più curiosi, sveleranno le tecniche di realizzazione e di esecuzione dei loro strumenti. E’ possibile consultare il programma completo alla voce “iniziative” del sito www.emigrazione.it