“C’è un disegno per dividere il mondo del lavoro tra padroni e lavoratori. Il lavoro non sia terreno di scontro politico. Non si può sfruttare il dolore dei cassintegrati, dei disoccupati, dei precari”. Così il premier Matteo Renzi si è rivolto alla platea degli industriali bresciani, riuniti nell’ assemblea della Confindustria locale. “Se abbiamo perso vent’ anni – ha detto il presidente del Consiglio – è perché si è pensato con manifestazioni e proteste di dividere l’ Italia in due”, ma “non esiste una doppia Italia, dei lavoratori e dei padroni: c’è un’ Italia unica e indivisibile e questa Italia non consentirà a nessuno di scendere nello scontro verbale e non solo, legato al mondo del lavoro”. Proprio in questo momento, tuttavia, si fa sentire l’ urgenza delle riforme: “Si è aperta un’ opportunità pazzesca, non coglierla sarebbe un errore gravissimo. Se facciamo ciò che siamo in grado, l’ Italia dei prossimi anni sarà una locomotiva in Europa. Ma bisogna aver il coraggio di dire che è finito il tempo dei si farà: ora o mai più. Ecco il senso dell’ urgenza che muove me e il mio governo”. Riguardo al Jobs act, Renzi non esclude il ricorso alla fiducia in Parlamento: “Le dinamiche parlamentari le vedremo alla Camera nelle prossime settimane. Se ci sarà bisogno di mettere la fiducia metteremo la fiducia. L’ importante è che la fiducia non la perdano le donne e gli uomini che vogliono creare lavoro in Italia”.
Poi Renzi ha replicato a chi lo ha criticato anche recentemente: “Eravamo una banda di ragazzini senza esperienza, senza futuro. In tre mesi abbiamo smesso di essere ragazzini siamo diventati espressione dei poteri forti. Siamo diventati uomini soli al comando. Ma non c’è un uomo solo al comando, c’è un popolo che chiede di cambiare per sempre”. La presenza del premier è stata contestata dal centro sociale “Magazzino 47”. Il corteo di 300 antagonisti, studenti e sindacalisti di base ha deviato dal percorso concordato con la Questura e ha tentato di aggirare il cordone di polizia che lo teneva a distanza di sicurezza dalla fabbrica in cui stava parlando il premier: sono volate manganellate per fare indietreggiare i contestatori, che hanno lanciato qualche fumogeno, uova e sassi. Successivamente, gli antagonisti hanno nuovamente tentato di avvicinarsi all’ azienda, ma sono stati nuovamente respinti dalla polizia. I tafferugli hanno causato due feriti tra le forze dell’ ordine e uno tra i manifestanti. (3 nov – Asc)