Roma, 27 ago – Caro libri, cara scuola. Nell’anno in cui l’istruzione diventa obbligatoria fino al primo biennio di superiori, le famiglie italiane dovranno pagare per i libri di testo dei loro figli dal 3 al 10 per cento in più rispetto al passato. Ma ecco che, per alleviare le pene dei capifamiglia, l’Antitrust invia gli uomini delle Fiamme Gialle nelle librerie di otto città italiane campione – Verona, Bologna, Milano, Torino, Roma, Bari, Palermo, Napoli – con il compito monitorare l’andamento dei prezzi dei libri scolastici. La decisione, emersa nel corso di un vertice presieduto da Luigi Fiorentino, segretario generale dell’Authority, è il primo passo verso l’apertura di un’eventuale pre-istruttoria sull’impopolare rincaro dei libri che caratterizza l’inizio di questo anno scolastico. Nel frattempo il Movimento difesa del cittadino (Mdc) lancia un vademecum per gli italiani che volessero correre ai ripari: i genitori dovrebbero finalmente risolversi a noleggiare i libri, anche tramite Internet – iniziativa, questa, che permetterebbe di evitare fastidiose liste d’attesa per l’arrivo dei testi, e che farebbe risparmiare agli italiani una cospicua somma. Un decreto ministeriale ha fissato un limite massimo per il costo dei libri alle scuole medie – 280 euro per il primo anno, 108 per il secondo e 124 per il terzo – ma un articolo al suo interno lascia intendere che gli abitanti del Belpaese potrebbero essere costretti a sborsare, per l’istruzione dei loro figli, fino al 10 per cento in più di quanto previsto. Per quanto concerne la scuola superiore, non esiste nessuna direttiva ministeriale che argini l’aumento dei prezzi, e le cifre variano in base agli Istituti e alle città in cui ci si trova: i romani spendono 524,15 euro per mandare i figli al Ginnasio, 555, 92 per il Liceo scientifico e 671, 58 per l’istituto tecnico. A Palermo si registra un vero e proprio record negativo: il Liceo scientifico costa in media 684,94 euro, ma una famiglia potrebbe arrivare a spendere addirittura 1800 euro. Più economico il classico, con 638,5 euro, e, per così dire, “conveniente”, il tecnico, con 608,79 euro. A Milano si allarga la forbice tra Istituti: al Liceo classico si spendono 724,65 euro, allo scientifico 427,55 e al tecnico “solo” 383,8. Cifre da capogiro, se si considera la media delle nostre buste paga. Per far fronte a questa situazione, l’Mcd incita i genitori a segnalare al Tar gli aumenti “immotivati”dei libri, e ad intraprendere compravendite di libri usati. Quali gli altri accorgimenti per risparmiare? Innanzitutto l’Mcd consiglia di dare un taglio all’acquisto del materiale di cancelleria, almeno fino a che non si sia compreso quali sono le effettive necessità dell’alunno: in poche parole, non compriamo troppe penne, pennarelli e quaderni ai nostri figli finché non se ne evidenzia l’utilità, e stiamo attenti a conservare il materiale degli anni precedenti. In secondo luogo, i genitori dovrebbero informarsi presso i docenti su quali siano effettivamente i libri di testo il cui acquisto debba essere tempestivo, ed aggiornarsi sull’esistenza di eventuali sconti o agevolazioni operate dalle cartolerie dei propri comuni di appartenenza. Dal mondo della politica, giunge un appello di Donatella Poretti, deputato della Rosa nel pugno: “Ben venga l’istruttoria che potrebbe aprire l’Antitrust, speriamo che sia occasione per riprendere il suggerimento che da molti anni continua a ripetere: liberalizzare gli sconti sui libri.” L’onorevole ha ricordato che è stato sottoposto al vaglio del Senato un emendamento che porti ad una tale liberalizzazione, che andrebbe incontro alle esigenze delle famiglie meno abbienti.