Firenze, 28 ago – Insistenze che si trasformano in aggressioni verbali e non solo. A Firenze sono state almeno 15 le denuncie contro i lavavetri che questa mattina sono stati avvistati in varie zone della città, dopo l’ordinanza emessa dal Comune per contrastare il fenomeno. Per gli abusivi da strada è previsto il sequestro dell’attrezzatura, rischiando oltre ad una denuncia, un’ammenda fino a 206 euro e fino a tre mesi di arresto. Il provvedimento risponde all’esasperazione dei fiorentini, che hanno fatto piovere denunce ai comandi di polizia, segnalando maniere violente da parte dei lavavetri, soprattutto ai danni di donne sole al volante. Dopo i primi interventi di oggi, ha spiegato il comandante dei vigili, “in strada non c’erano più lavavetri. Evidentemente si sono passati la notizia”. I vigili hanno denunciato dieci lavavetri, altri cinque la polizia. L’assessore Cioni ha ribadito che l’Amministrazione non intende “colpire chi chiede l’elemosina, i poveri”. L’ordinanza è “una risposta all’arroganza, all’aggressione che molti lavavetri mettono in atto nei confronti degli automobilisti che non gli danno quanto loro vorrebbero. Il povero è povero – conclude Cioni – l’arroganza e la violenza sono un’altra cosa”. Un provvedimento, quello preso dal comune di Firenze, che il sindaco di Roma, Walter Veltroni, non considera eccessivo soprattutto se si pensa che dietro l’accattonaggio dei lavavetri si nascondono, spesso, reati peggiori. “Ci vuole un’armonizzazione delle norme nazionali – ha spiegato Veltroni a conclusione di un incontro con i comitati cittadini sulla sicurezza del quartiere Trastevere -. Bisogna anche considerare che spesso dietro il fenomeno dei lavavetri c’è uno sfruttamento di lavoro minorile che si configura come reato. Qui, come nello sfruttamento della prostituzione – continua il sindaco – c’è un racket ed è questo che bisogna colpire. Vanno rivisti gli ambiti normativi e le tipologie di reato, prevedendo sanzioni senza benefici, specie per lo sfruttamento della prostituzione”. D’accordo con il sindaco di Roma anche il prefetto Achille Serra che sottolineato, però, il bisogno di una normativa nazionale: “ho fatto il prefetto a Firenze e capisco l’assessore Cioni e l’esasperazione della gente di fronte a questo fenomeno, ma il problema va visto a livello nazionale, se ognuno fa proprie norme, sorgono altri problemi”. Il provvedimento fiorentino, valido fino al 30 ottobre 2007, ha però sollevato critiche. “Le scelte assunte a Firenze sui lavavetri vanno nella direzione opposta a ciò che serve per risolvere questioni sociali del genere”, così il ministro della solidarietà Paolo Ferrero ha giudicato la misura fiorentina, sottolineando come la questione “lavavetri” sia un problema sociale e non di ordine pubblico. “Fatta salva la sacrosanta repressione di aggressioni e comportamenti violenti – ha proseguito – credo che affrontare in termini di ordine pubblico questioni che non lo sono vada nella direzione opposta a quella della mediazione sociale che si dovrebbe invece mettere in campo per fenomeni del genere”. Una soluzione temporanea, vista la validità del provvedimento, che lascia con l’amaro in bocca l’associazione dei consumatori Aduc. Secondo Vincenzo Donvito, presidente dell’associazione, ci sono state misure anche contro i venditori abusivi ma “dopo le fiammate iniziali, le strade si sono nuovamente riempite di questi ambulanti illegali. L’aspetto tragico della vicenda – conclude – è che il politico di turno abbia colto per l’ennesima volta l’occasione di farsi propaganda sulla pelle di esseri umani deboli e sui contribuenti”. Un provvedimento eccessivo anche per la Federazione Fiorentina di Rifondazione Comunista che non ritiene adeguata la minimizzazione a un problema di sicurezza poiché, si fa sapere in una nota, “non si possono affrontare questi problemi soltanto da un punto di vista punitivo e di emergenza. La città deve cominciare a darsi un progetto reale e complessivo che affronti seriamente politiche di accoglienza, di inserimento sociale e di sopravvivenza per tutti”. Fortemente critica è la Comunità di Sant’Egidio che risponde con un sonante “no a leggi fai da te”. “Come è noto in Italia i reati sono codificati dal codice penale e non è facoltà dei sindaci, di nessun sindaco – ha spiegato Marazziti, portavoce della Comunità – creare nuove pene e nuovi reati”. All’assessore Cioni, invece, una tessera di socio alla Lega non sarebbe sbagliata, secondo Roberto Calderoli, vice presidente del Senato e Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord. Secondo il deputato leghista “mentre la politica romana, nel Palazzo, vuole aprire, e apre le porte in genere, all’immigrazione incontrollata, gli amministratori, anche quelli di centrosinistra, sono in trincea a combattere sul territorio le conseguenze di questa politica dissennata”. Un intervento senza alcun fine persecutorio, sostiene il sindaco fiorentino Leonardo Domenici che si inserisce soprattutto come “risposta alle segnalazioni e denunce arrivate dai cittadini e anche un modo per intervenire in modo deciso per prevenire fenomeni criminali. Questa ordinanza – sottolinea ancora il sindaco – non vuole colpire chi chiede l’elemosina, ma punta a scoraggiare e a reprimere i comportamenti aggressivi e a volte violenti dei lavavetri nei confronti degli automobilisti”. Ad applaudire il provvedimento fiorentino anche il sindaco dei Ds a Bari, Michele Emiliano che avrebbe già predisposto una bozza di ordinanza simile a quella emessa dal Comune di Firenze, con cui si sanziona con l’arresto fino a tre mesi i lavavetri. Ma sul provvedimento contro gli “scoccianti” lavavetri arrivano anche le reazioni di lettori e telespettatori su tv e quotidiani che stanno effettuando sondaggi. Secondo quanto riportato da Skytg 24 l’ago della bilancia pende soprattutto per il sì, con il 77% , mentre per Repubblica.it l’86% è a favore, il 12% contrario. Vince il sì anche sul sondaggio del Corriere.it con l’87% a favore e il 13% contrario.